Sassari, appello per salvare la cagnetta timida di via Bellini

Qualcuno ha presentato un esposto contro la randagia: «Può causare incidenti». Però "Mamma" vive tranquilla dal 2011 sul marciapiedi ed è accudita e curata dai residenti

SASSARI. Gli esposti sono il peggior nemico del cane. Bastano quattro righe protocollate, una sola persona che si lamenti con le forze dell’ordine, e il randagio di turno, proprio come un'auto in sosta vietata, viene automaticamente rimosso. La legge gioca tutta contro gli animali, i quali, non avendo la parola per perorare le proprie ragioni, possono solo contare sull’aiuto di alcuni avvocati difensori d’ufficio: i cittadini che si prendono cura di loro e gli danno da mangiare.



Mamma, la cagnetta di quartiere residente in via Bellini, è totalmente ignara di ciò che potrebbe capitarle. Lei, che in un’altra vita si reincarnebbe volentieri in un camaleonte o in un polpo, per quanto le piace mimetizzarsi, essere trasparente, stare in disparte e scomparire dal mondo, mai avrebbe immaginato di dare noia a qualcuno e soprattutto che qualcuno si accorgesse di lei. La riservatezza fatta ad animale, talmente schiva da sembrare un tantino misantropa. Una specie di statua immobile sul marciapiede che contempla il traffico e gli studenti che la sfiorano. Dalle parti dell’Istituto agrario Pellegrini è conosciuta come “la cagna che prende il sole”: una specie di lucertola mansueta che si gode il tepore della sua introversione. Mai accettata una carezza dagli sconosciuti, e rare smancerie anche dagli amici. Eppure l’esposto arrivato nelle scrivanie dell’assessorato comunale all’Ambiente parla proprio di lei. La definiscono “pericolosa per la circolazione stradale, potenziale causa di incidenti”. Anche se dal 2010 ad oggi non ha mai creato alcun disturbo, se non quello di mangiare, dormire, e ogni tanto defecare nel verde davanti alle rotaie.

Questo suo carattere così timido le era valso le credenziali per conquistarsi il rango di cane di quartiere. I gradi e il diritto di cittadinanza li aveva sottoscritti nel 2011 l’allora assessora all’Ambiente Monica Spanedda. Anche perché diversi volontari animalisti si erano impegnati a prendersi cura di Mamma: microchippata, sterilizzata, visite dal veterinario e dose giornaliera di crocchette. Insomma alla veneranda età di 10 anni di schietto randagismo, trascorsi in strada in totale libertà, senza chiedere niente se non la cortesia di essere lasciata sopra un marciapiede, nella sua bolla di pace, la “cagnetta che prende il sole” rischia una pensione dietro le sbarre di un canile. I volontari chiedono un incontro urgente con il Comune per evitare questo spiacevole epilogo. Mamma è una felice mantenuta, e farebbe volentieri a meno, a vecchiaia, di trasferirsi in canile e pesare sulle tasche dei cittadini.
 

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