Dem, liste ad alta tensione Cacciotto e Piu verso Zedda

“Sbianchettate” e passi indietro fino all’ultimo secondo in direzione provinciale Alla fine restano due caselle vuote e Cordedda avvisa: «Basta porte girevoli» 

SASSARI. Fuochi d’artificio fino all’ultimo secondo e porte girevoli in azione dentro una casa Dem in cui sembra impossibile trovare pace. Con la lista del Sassarese “sbianchettata” e corretta a direzione in corso, e trattative e passi indietro via mail e whatsapp che sconciano in continuazione la tela faticosamente tessuta.

Risultato: i due teorici contendenti per l’ultimo posto rimasto, l’algherese Raimondo Cacciotto, consigliere regionale uscente, e l’assessore alla Mobilità del Comune di Sassari Antonio Piu, alla fine prendono armi e bagagli e si dirigono entrambi nella “lista degli amministratori” che appoggerà il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Con la direzione provinciale che prende atto, lascia vuote due caselle (una di un uomo e una di una donna) e si prepara a dire chiaro oggi a Oristano che o le porte girevoli tra Dem e Zedda si bloccano o rischia di saltare tutto.

Un caos di quelli che solo il Pd è capace di mettere in piedi. Dove questioni locali e regionali si intrecciano. E che va avanti da quando è andata in porto l’operazione Sanna, la candidatura in extremis del sindaco di Sassari che ha scompaginato i piani Dem per le sei caselle da occupare per la corsa al palazzo della Regione, che di colpo non erano più sufficienti per i contendenti.

A finire sulla graticola era stato Antonio Piu, assessore alla Mobilità, e più votato alle scorse amministrative a Sassari, indicato direttamente da Soru ma messo in ballottaggio con l’algherese Raimondo Caciotto, vicino a Soru ma senza tessera Pd in tasca e tra i pochi non sassaresi in corsa. Piu resta in ballo fino a ieri, quando in rapida successione prima Mario Bruno annuncia che non correrà nella lista dei sindaci di Zedda e, a ruota, Cacciotto decide di prendere il suo posto e di declinare l’offerta Pd. Tutto fatto? Nemmeno per sogno. Piu infatti non gradisce il «clima di terrore» delle ultime settimane, e men che mai le riunioni “ristrette” di giornata fatte senza convocare né lui né la sua area. Risultato: un messaggio a Cordedda in cui anche lui annuncia il passo indietro. E un deciso avvicinamento a Massimo Zedda.

La direzione, riunita in viale Mazzini, incassa. Licenzia dieci nomi su 12. E avvisa: c’è lo spazio per ricucire ma chi ha la tessera Pd o corre con noi osta a casa. I candidati: il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, il sindaco di Sassari, Nicola Sanna l’ex vicesindaco e attuale segretario cittadino Gianni Carbini, il presidente del consiglio comunale di Ozieri Gianluigi Sotgia e l’uscente Valerio Meloni. Tra le donne l’algherese Alma
Cardi
, assessora comunale con Lubrano, l’ittirese Giovanna Scanu, assessora della giunta Sau, Maria Paola Curreli, ex dirigente del liceo Spano, Patrizia Muresu, assessore a Ossi e la portotorrese Gavina Muzzetto, perito della Provincia.

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