Insultata e scagliata a terra dall’ex

In un video la reazione violenta di un ragazzo che solleva in aria l’amica e la scaraventa sull’asfalto

SASSARI. La storia d’amore peggio non poteva finire. Ventidue anni a testa. Lei uno scricciolo, ma tutt’altro che indifeso. Lui un fascio di nervi, alto, lottatore di mma. La differenza di chili suggerirebbe prudenza, e invece la ragazza non arretra di mezzo millimetro. Guarda dal basso all’alto l’amico, dritto negli occhi, e lo sfida.

Lui l’avverte. «Mollami, allontanati». E poi: «Conto fino a tre. Poi ti butto nel cassonetto». E lei: «Dai, fallo, cosa aspetti: uno due tre quattro e cinque». Il ragazzo la prende di peso e la carica sulle spalle. Ci va di mezzo il piccolo pincher che resta impiccato al guinzaglio, zampettando a mezz’aria. Poi lei molla il guinzaglio e il cagnetto li segue abbaiando.

L’uomo si ferma davanti a un cestino dell’immondizia, in via Tavolara davanti al gazebo Atp, poggia per terra la ragazza, e poi la riscaraventa per terra con una mossa di wrestling, con un perfetto takedown. La violenza dell’impatto sembra da vertebra rotta, invece lei sembra fatta di gomma: si rialza come un furetto e lo schiaffeggia. Il pincher, che ci tiene alla propria pelle, annusa i guai, scappa come un razzo attraversando Corso Regina verso via Torre Tonde. Una vettura gli fa il pelo, ma per fortuna se la cava. Tutto filmato in un video, che nell’arco di un paio d’ore diventa virale.

«Io quel video l’ho visto – racconta la ragazza –. Ed è quello che mi ha fatto paura. Non le botte, non tanto la reazione del mio ex ragazzo. Sono le persone a farmi paura e anche schifo. Nel video si sente la gente che ride. Che dice: ah ce la sta buttando nel cassonetto. E l’autista dell’autobus, che ha ripreso tutto, poteva anche mollare il telefono e aiutarmi. Perché quella ragazza sbattuta per terra poteva essere sua figlia. Io peso 35 chili, lui 76. Poteva fare di me ciò che voleva, anche ammazzarmi».

«Ora ho tanta rabbia. La cosa che mi ha fatto più male, anche più dei lividi, sono le risate dei miei amici, di quelli che avrebbero dovuto proteggermi e prendere le difese di una donna picchiata. La gente invece sghignazza di fronte a una scena così violenta. Ride. Ma quanto fa schifo la gente? Che valori ha? Che fine ha fatto l’umanità? E in che mondo di merda stiamo vivendo?».

Prende un bel respiro: «Una sola persona è intervenuta a separarci, l’unica che ha dimostrato sensibilità. E non smetterò mai di ringraziarla».

«Io in quel momento non capivo niente. L’unica cosa alla quale pensavo, non erano le botte, era il mio cane. Ero disperata perché non lo vedevo e avevo paura che gli fosse capitato qualcosa».

Poi però, a freddo, ha riflettuto meglio. Ha ricevuto la chiamata della questura, si è presentata davanti agli agenti della mobile, loro l’hanno accompagnata al pronto soccorso e si è fatta refertare. Cinque giorni di prognosi. Così viene formalizzata una denuncia per lesioni. «È l’ultima cosa che avrei voluto fare. Perché io ci tenevo davvero a questa storia. E so dei suoi trascorsi difficili. Non mi sarei mai aspettata un epilogo simile, non potevo immaginare che arrivasse a farmi tanto. Mi insultava pesantemente, mi ha minacciata, ma non aveva mai alzato le mani. Forse per questo gli ho tenuto testa. Ma anche perché non volevo essere più umiliata. Pretendevo rispetto». E prosegue: «Ora mi ritrovo dentro un video diventato virale. Protagonista di una scena nella quale non mi riconosco. Vorrei che le immagini venissero cancellate. È una situazione che mi fa molto male».

Il ragazzo invece è stato sentito dai vigili urbani, che ieri mattina, non appena hanno ricevuto il video, sono corsi in via Tavolara per raccogliere le testimonianze. Hanno ascoltato l’uomo che è intervenuto per sedare il litigio, e hanno rintracciato l’aggressore. È probabile che quest’ultimo presenti una controquerela. Perché, stando al suo racconto, la vera vittima sarebbe proprio lui. Scrive su
Facebook: «Non le ho alzato le mani, l’ho sbattuta in terra e ho sbagliato. Ma mi stava staccando l’orecchio ed ero un’ora prendendo cazzotti, schiaffi e graffi. E se nessuno si è messo in mezzo per separarci, è solo perché hanno visto la scena completa».

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