Turismo ecosostenibile per il rilancio del Goceano

Nel Piano di sviluppo locale finanziamenti anche per la tutela dei siti archeologici Progetto nato dalla collaborazione fra Comunità montana e Unione dei Comuni

BONO. I nove comuni del Goceano ripartono dal Piano di sviluppo locale messo a punto attraverso la Comunità montana. L’idea progettuale del Piano di sviluppo locale nasce nell’ottobre 2015 e prevede il coinvolgimento di più Unioni dei comuni e Comunità montane con realtà economiche e sociali affini. Da questo è scaturita l’unione del progetto del Piano di sviluppo tra l’Unione dei comuni del Logudoro e la Comunità montana del Goceano. Il Psl prevede come asse principale lo sviluppo di forme di turismo ecosostenibile e ambientale oltre ad altri interventi sul sociale. La cifra totale che spetterà ai due macro territori di Logudoro e Goceano ammonta a tredici milioni. Le opere dovranno essere realizzate entro trentasei mesi dalla data della firma del patto, ai primi di febbraio. «Da considerare inoltre – ha detto il presidente dell’Unione dei comuni Angelo Sini – il lavoro sinergico svolto con la Diocesi di Ozieri per il progetto “Cento chiese” che permetterà la sistemazione di alcune chiese (nel Logudoro e nel Goceano sono undici le chiese dove si andrà a intervenire)». Il progetto Cento chiese si sviluppa in partenariato tra i fondi del Psl e la Conferenza episcopale italiana. «Abbiamo individuato due principali ambiti da noi ritenuti importanti – ha spiegato il presidente della Comunità montana e sindaco di Benetutti Enzo Cosseddu –. Questi sono la valorizzazione dei prodotti enogastronomici e artigianali e il turismo sostenibile, individuando in particolare il turismo termale e ambientale». Tra questi anche gli attrattori culturali e archeologici: ogni Comune del Goceano ha infatti numerosi siti archeologici. «La nostra zona – prosegue Cosseddu – è costituita da una miriade di siti archeologici degni di attenzione. Dal castello di Burgos, ai nuraghi Erismanzanu di Esporlatu e Voes di Nule, dagli edifici di epoca romana tra Benetutti e Bultei al Ponte “ezzu” di Illorai, senza dimenticare le Domus de janas, la necropoli de Sos furrighesos di Anela, la necropoli di Molia di Illorai e quella di Luzzanas a Benetutti meglio conosciuta come “il labirinto” in quanto all'interno è presente un’incisione rupestre rappresentante questo simbolo ancestrale e misterioso che costituisce un unicum in Sardegna».

E sono numerose anche le chiese campestri come Santa Restituta a Bono e il santuario di Luche a Illorai. Il lavoro contro lo spopolamento e l’isolamento del Goceano è già iniziato anche in altre forme. Da ricordare l’attenzione per il problema
da parte del sindaco di Bottidda Daniele Cocco che, nel tavolo regionale, nel ruolo di consigliere, ha portato avanti l’emendamento ad hoc per la riapertura della strada 78 che collega Burgos, Bottidda ed Esporlatu e si trova in un punto nevralgico che porta al castello di Burgos.

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