Verso le elezioni regionali: trasporti, sanità, lavoro, il confronto si scalda

Vince il fair play, ma emergono le distanze tra le proposte dei partiti

CAGLIARI. Sette domande di fila ai sette candidati presidenti della Regione: dalla continuità territoriale alla sanità, dal lavoro al turismo, dal metano all’urbanistica fino a «come gestirete i rapporti sempre difficili con lo Stato centrale e l’Europa?». Per chiudere, con un appello agli elettori: «Ecco perché doveste votare me e non gli altri». A poco più di un mese dalle elezioni, l’altra sera c’è stato il primo confronto: è andato in onda su Sardegna 1. In stretto ordine alfabetico Francesco Desogus (Cinque stelle), Paolo Maninchedda (Partito dei sardi), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Mauro Pili (Sardi liberi), Ines Pisano (Sardegna per Ines Pisano), Christian Solinas (centrodestra) e Massimo Zedda (Progressisti di Sardegna) hanno risposto alle domande di Mario Tasca, il conduttore di «Regionerò in attesa delle Regionali». È stato un confronto dalle regole ferree: due minuti a testa per ogni singolo tema, ma vietato dialogare e interrompersi. Nel rispetto della par condicio, anche il sorteggio sull’ordine delle sedie intorno al tavolo: l’hanno vinto i Cinque stelle. Nelle due ore sotto i riflettori, nessuno dei sette ha violato il protocollo, zero litigi davanti alle telecamere, anche se nei fuori onda i commenti e le battute non sono mancati, ma il galateo ha avuto sempre la meglio. Comunque le differenze sui programmi, sempre ufficiosi, sono state chiare, ma per i fuochi d’artificio bisognerà aspettare ancora.

Continuità territoriale. Desogus ha detto: «In dieci anni, centrosinistra e centrodestra hanno fallito. La Sardegna è ancora in ostaggio di modelli sbagliati imposti dall’Italia e dall’Europa. Noi, nei fine settimana, proporremo scali verso altri aeroporti oltre Roma e Milano. Sui trasporti marittimi, diciamo assolutamente no al monopolio di Tirrenia». Mauro Pili: «Abbiamo vissuto troppe stagioni sotto il ricatto delle compagnie aeree e degli armatori. Basta con i poteri forti che vogliono dominarci. Tra l’altro un ministro ai trasporti incompetente, come Toninelli, ha reso la situazione ancora più difficile. La nostra proposta sarà abbattere le tariffe». Maninchedda: «Senza un’Autorità regionale per i trasporti, mai avremo la possibilità di governare il sistema. Dobbiamo conquistare più poteri, o sarà impossibile vincere questa sfida». Solinas: «Trasporti interni ed esterni devono andare di pari passo, oggi sono tutti e due zoppi. Con Roma e Bruxelles la rivendicazione dovrà essere totale». Ines Pisano: «Dobbiamo attrarre più investitori e convincerli che siamo un mercato ricco non solo d’estate». Zedda: «È fondamentale che gli aeroporti sardi siano in rete fra loro e lo stesso i porti, ma i Governi nazionali finora non ci hanno aiutato a essere cittadini d’Europa». Murgia: «Siamo isolati. È una continuità tutta da ricostruire».

Sanità. Pisano: «I sardi non sono soddisfatti, ma il sistema attuale non va stravolto ma messo solo al servizio dei cittadini». Zedda: «La riforma non mi ha mai convinto. Servono più prevenzione e salute sui territori soprattutto nelle periferie». Murgia: «Oggi fa le barricate persino chi ha approvato, in Consiglio regionale, un sistema bocciato subito dai cittadini». Desogus: «Cancelleremo l’Asl unica, è un disastro». Pili: «Dobbiamo liberare gli ospedali dal carrozzone della politica». Maninchedda: «Il fallimento è stato non solo nei servizi ma anche nella questione morale». Solinas: «È arrivato il momento del colpo di spugna. Il centrosinistra ha fatto solo danni».

Lavoro, sviluppo ed energia. Maninchedda: «Da popolo di consumatori, dobbiamo ritornare a essere un popolo di produttori, e per questo serve una immediata e pacifica rivolta fiscale contro lo strapotere dello Stato». Solinas: «La nostra economica deve avere tre capisaldi: identità, autenticità e qualità. Dovrà essere così dal turismo all’industria». Pisano: «Incentiveremo la grande creatività dei giovani sardi. Lo dico proprio a loro: se gli altri finora vi hanno deluso, votate me». Zedda: «No alle monoculture. Puntiamo sull’istruzione e la formazione, per ampliare gli orizzonti e conquistare nuovi mercati». Murgia: «Zero burocrazia, incentivi fiscali e pieno utilizzo dei fondi europei, così ci risolleveremo. Poi c’è da risolvere subito l’emergenza agricoltura». Pili: «Dichiariamo guerra al precariato diffuso con un grande piano di investimenti». Desogus: «Ambiente e innovazione, anche nel turismo, ritorneranno a essere i punti di forza della Sardegna. Però ribadiamo, il nostro no secco alla Dorsale sarda per il metano: è una spesa mostruosa e inutile. Sì alle energie alternative».

Urbanistica. Zedda: «Approveremo la legge in nome prima della difesa del paesaggio e poi dello sviluppo». Murgia: «Per fortuna, non è passato lo scempio che aveva in mente il centrosinistra. I 300 metri dal mare devono rimanere intoccabili». Desogus: «Il Piano paesaggistico regionale va migliorato e soprattutto deve nascere dai sindaci non imposto. Bisogna sempre ascoltare la gente». Pili: «La Sardegna è zeppa di incompiute. Usiamo prima di tutto quelle. Uno dei nostri incentivi sarà il cambio di destinazione d’uso automatico».

Maninchedda: «Sulle coste solo manutenzioni e che siano empre di qualità». Solinas: «Dopo la stagione dei divieti, serve un nuovo equilibrio fra paesaggio e sviluppo». Pisano: «Attenti però a non scatenare gli appetiti delle organizzazioni criminali».

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