Ozieri, bilancio positivo per l’ospedale “Segni”

Nonostante le difficoltà, nel 2018 sono stati mantenuti i livelli di produttività Resta da risolvere il problema degli organici carenti, si spera nei concorsi dell’Ats

OZIERI. Nonostante le traversie dello scorso anno, come la lotta per ottenere la classificazione di nosocomio di primo livello e una pianta organica ridotta sempre più all’osso, si sono chiuse con un bilancio comunque positivo le attività sanitarie nell’ospedale Antonio Segni di Ozieri.

Il nosocomio ha mantenuto i livelli di “produttività” sul versante del numero degli interventi chirurgici: sia nella Chirurgia generale (nonostante la spada di Damocle del taglio dei suoi compiti contro la quale, come si ricorderà, il Comune ha anche presentato un ricorso al Tar) sia nell’Ortopedia e nella Ginecologia, che seppur con un organico ridotto davvero al minimo - due soli medici sono attualmente in servizio, essendo altri due andati in pensione - ha mantenuto più o meno i numeri dell’anno precedente.

In Cardiologia è leggermente cresciuto l’organico con l’arrivo di un nuovo specialista, seppur “in comando” da Sassari e in sede solo due volte alla settimana: comunque un miglioramento rispetto ai tempi bui del passato, e un supporto fondamentale in primo luogo per le attività chirurgiche.

Mantiene alti livelli anche l’Oculistica, altro fiore all’occhiello dell’ospedale Segni, che tiene i livelli del servizio nelle visite e negli interventi, tutti effettuati in day hospital. Attività regolari anche nella Radiologia, dove oltretutto qualche mese fa è stato installato un nuovo moderno apparecchio per gli esami senologici (che ha ricevuto a ottobre la benedizione da parte del cardinale Angelo Becciu, proprio in quei giorni in visita in città), e dove si lavora a pieno regime, anche se si attende il via libera per l’aggiornamento tecnologico dei software per la risonanza magnetica, che avrebbero bisogno di programmi più moderni.

Nel frattempo nel centro trasfusionale si sta a poco a poco ripristinando l’organico precedente, dopo la nuova selezione di personale che ha portato la sostituzione di due unità di personale che erano state trasferite. Stesso scenario che si sta aprendo per l’Anestesia, dove ugualmente si sta procedendo a un adeguamento della pianta organica.

Anno nuovo, prospettive nuove, quindi, in particolare appunto sulle assunzioni, dopo lo sblocco del turn over e lo svolgimento di selezioni e concorsi in tutta l’Ats, o comunque sull’arrivo di personale da altre sedi. La sanità nel Segni stringe i denti e tira avanti,
in attesa dei futuri scenari che potrebbero aprirsi al termine della riorganizzazione della rete sanitaria sarda, che come si può facilmente immaginare è legata in primo luogo agli assetti futuri del consiglio regionale che si instaureranno dopo le elezioni del prossimo 24 febbraio.

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