Farmaci scaduti, a Sassari indagati due sanitari della Guardia medica

Nell’ambulatorio anche insulina e glucosio non utilizzabili. Il controllo nel giorno in cui le farmacie erano chiuse

SASSARI. Due medici in servizio alla Guardia medica di Ploaghe sono stati denunciati dai carabinieri del Nas di Sassari con l’accusa di avere somministrato farmaci scaduti ai pazienti.

I provvedimenti sono stati notificati nella giornata di giovedì a G.C., 61 anni, e a B.N., 57, a conclusione delle indagini preliminari che erano scattate nella serata del 13 aprile dello scorso anno durante un controllo a sorpresa effettuato dai carabinieri guidati dal comandante del nucleo, il luogotenente Gavino Soggia.

L’informazione di garanzia è stata emessa dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Sassari, Enrica Angioni che coordina l’inchiesta. Nel provvedimento si ipotizza, appunto, che i due sanitari in servizio alla Guardia medica di Ploaghe abbiano somministrato ai pazienti che si sono rivolti all’ambulatorio dei farmaci scaduti.

Una tesi accusatoria che nasce dai risultati emersi dal controllo a sorpresa - l’attività aveva riguardato anche altri ambulatori del territorio - e che il 13 aprile del 2018 aveva permesso di rinvenire nella sede del servizio di Guardia medica di Ploaghe numerosi farmaci e dispositivi medici scaduti accanto ad altri farmaci e dispositivi in corso di validità.

Fra i medicinali non più utilizzabili, in particolare, i militari del Nas avevano rilevato la presenza di flaconcini di insulina e glucosio che - a differenza di altri - risultavano presenti nell’ambulatorio esclusivamente in confezioni e lotti scaduti già da tempo.

Le indagini sull’accaduto, sviluppate subito dopo la scoperta dei farmaci scaduti negli armadietti dell’ambulatorio di Ploaghe, avrebbero portato i carabinieri a ipotizzare la possibile responsabilità dei due sanitari, il primo dei quali coordinatore dell’ambulatorio di continuità assistenziale (ex Guardia medica) e l’altra medico di guardia all’atto del controllo, in considerazione del fatto che i medicinali in esame (l’insulina ed il glucosio) - rientranti fra le dotazioni dei presidi sanitari e farmacologici previste come “standard minimo” per la continuità assistenziale dall’Accordo Regionale per la Medicina Generale in attuazione di quanto previsto dall’Accordo Collettivo Nazionale del 29 luglio 2009 - non risultavano segnalati (come prevede l’apposita normativa) e venivano conservati assieme agli altri in corso di validità e che nella serata di quel venerdì 13 aprile 2018, nessuna farmacia risultava di turno a Ploaghe. Una valutazione che - secondo gli investigatori del Nas - , avrebbe reso ancora più grave la situazione, con un pericolo serio che avrebbe coinvolto coloro che si fossero presentati nell’ambulatorio della Guardia medica e avrebbero potuto vedersi somministrare un farmaco scaduto.

I medici avranno ora la possibilità di spiegare le loro ragioni e di chiarire eventualmente il perché di quella presenza di farmaci scaduti nell’ambulatorio di Guardia medica
che - in alcuni paesi - in determinate giornate è l’unico punto di riferimento per i pazienti.

L’indagine dovrà chiarire anche se i medici avevano segnalato o meno alla direzione della struttura la condizione di grave precarietà e pericolosità.

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