Alta moda e letteratura per combattere i tumori

Una stilista, una giornalista e una docente a caccia di fondi col progetto Impronte L’obiettivo: 17mila euro per acquistare un microscopio di ultima generazione

SASSARI. Riconoscere un tumore maligno prima che si sviluppi in modo conclamato, semplicemente osservando le trasformazioni dei tessuti cellulari. Non è la traccia di un romanzo di fantascienza, è la funzione svolta da un moderno microscopio con macchina digitale e analizzatore di immagini che la caparbietà, la professionalità e l’impegno sociale di tre donne speciali stanno cercando di portare a Sassari, e di mettere a disposizione di ricercatori e pazienti del Dipartimento di Scienze cliniche, chirurgiche e sperimentali dell'Università sassarese.

Per acquistarlo servono 17mila euro, e dal 2014 la stilista Antonella Fini, la giornalista e scrittrice, Roberta Gallo e la docente di Patologia generale e molecolare, Rosa Maria Pascale, stanno facendo di tutto per racimolare la somma necessaria e offrire così uno strumento in più per la prevenzione e lotta ai tumori. Pascale ha individuato il macchinario, Fini e Gallo hanno messo in piedi il progetto “Impronte”, con lo scopo, appunto, di raccogliere i 17 mila euro.

Antonella Fini ha creato una collezione di abiti per donne che hanno combattuto e che ancora oggi lottano contro il cancro. Donne che hanno indossato i capi ideati dalla stilista e hanno sfilato in passerella per due motivi: invogliare le persone a compare gli abiti, contribuendo così all'acquisto del microscopio digitale, e dimostrare che una donna continua a essere tale anche dopo un’esperienza difficile come affrontare un tumore. La prima sfilata si è tenuta cinque anni fa, la prossima è in programma il 25 gennaio, nel Palazzo Baronale di Sorso. Oltre agli abiti firmati da Antonella Fini, il progetto si è arricchito con il libro “Impronte”, scritto da Roberta Gallo e pubblicato dalla Carlo Delfino Editore. Anche in questo caso i ricavi delle vendite saranno utilizzati per l’acquisto del microscopio. «È un libro “a rovescio”», spiega l’autrice. «Nel senso che è strutturato al contrario, si legge da destra verso sinistra partendo dall'ultima pagina, come un manga. Un modo figurato di ripercorrere la vita con la nuova consapevolezza tracciata dalla malattia. Cambiano le priorità, i valori, tutto è diverso, ma non per questo meno bello». Il libro è una raccolta delle testimonianze di lotta e di vita di quindici donne che hanno dovuto fare i conti con il tumore. Donne di età compresa tra i 25 e i 61 anni che nelle pagine del libro liberano l’animo dalle emozioni, dal dolore e anche dal coraggio che la lotta contro il cancro ha scatenato in loro. Fra i racconti si inseriscono anche i contributi dell’ex assessora comunale di Porto Torres, Piera Casula, della referente locale dell’Airc, Pina Carboni, che hanno da subito sposato il progetto, e della stressa docente universitaria, Rosa Maria Pascale. La strada per raggiungere la somma è ancora lunga, finora, nonostante i quasi cinque anni di sforzi, è stata raccolta una cifra pari a circa la metà del necessario. L’acquisto del microscopio è un vero investimento suo futuro, sulla ricerca, sulla vita. Il macchinario è un modello Nikon Ci-L, munito di uno specifico programma di analisi, ossia di un software che esegue misure dimensionali. Ciò consentirà di valutare le differenze molecolari
tra il fegato normale, le lesioni preneoplastiche e i tumori che possono svilupparsi in diversi tessuti, tra i quali fegato, intestino, polmone. In questo modo i medici potranno capire di essere in presenza di un tumore maligno molto prima che si sviluppi in maniera conclamata.

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