«È solo calcio, evitiamo tensioni e scontri»

L’allenatore degli allievi regionali della Torres dopo il brutto infortunio capitato a uno dei suoi ragazzi

SASSARI. Un ragazzino delle giovanili della Torres è rimasto coinvolto in un grave incidente di gioco, durante una partita del campionato regionale allievi. Il 15enne ha riportato un colpo che ha provocato la frattura di una costola e il danneggiamento del rene. É stato soccorso e trasportato in ospedale dove è attualmente ricoverato e i medici si stanno adoperando per fare in modo che la situazione possa evolversi senza ulteriori problemi.

L’incidente si è verificato nella partita che gli allievi hanno disputato domenica e che si è conclusa con una brillante vittoria che, tra l’altro, al momento in cui il ragazzo ha riportato il grave infortunio era già ampiamente consolidata.

Sulla vicenda ieri è intervenuto con una riflessione l’allenatore degli allievi regionali della Torres Massimiliano Ribichesu.

«Sono vent’anni che alleno – ha spiegato il tecnico –, ma quest’anno alla mia prima stagione con la Torres ho visto situazioni che fanno emergere una sorta di ostilità eccessiva nei confronti della Torres. É una cosa che mi preoccupa perché il confronto avviene sempre con squadre del territorio, tra rivali quindi ma non tra nemici. E poi stiamo parlando di calcio giovanile, e forse troppo spesso lo dimentichiamo».

Il ragazzino della Torres dovrà stare in ospedale per una settimana in osservazione e per seguire le terapie avviate dai medici, dopo il grande spavento forse il peggio è passato.

«Credo che questo episodio debba chiamarci tutti a una riflessione – ha detto ancora il tecnico della Torres – perchè il calcio giovanile è uno sport in cui - è vero - c’è il contatto fisico, ma il tutto deve essere riportato alla correttezza e soprattutto al rispetto degli avversari, qualunque maglia indossino. E allora dico: facciamo tutti il tifo per questo 15enne infortunato, perchè possa guarire presto e poi tornare in campo e riprendere il suo posto più forte di prima».

Ieri il 15enne rossoblù ha ricevuto tante visite, tra cui quella del
presidente e dei dirigenti della Torres e soprattutto del suo mito Tore Pinna, portiere storico torresino.

Segnali di distensione per aprire un nuovo corso e ricordare a tutti, soprattutto agli adulti che devono dare l’esempio che rispetto e lealtà valgono più di una vittoria.

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