Enel pagherà 2 milioni al Comune

Pattada, sono gli arretrati per la realizzazione della diga sul monte Lerno. Già versato un acconto 

PATTADA. Due milioni di euro è la cifra che l’Enel dovrà versare nelle casse del Comune di Pattada per il mancato pagamento dell’Ici (oggi Imu) per la diga di Monte Lerno e i terreni sommersi dall’invaso utilizzato anche per produrre energia elettrica nella centrale di Ozieri. Questa la sentenza che condanna la società elettrica al versamento di circa 90 mila euro annui. La causa fu intentata dall’allora sindaco Mario Deiosso: «Intentare una causa contro un simile colosso e avere oggi la buona novella ci riempie di orgoglio per il lavoro fatto in passato», ha commentato Mario Deiosso, oggi consigliere di minoranza.

La notizia arriva sommessa negli uffici comunali tant’è che la minoranza si chiede «perché non riconoscere i meriti degli avversari politici che hanno lavorato in passato?. Siamo orgogliosi di aver costretto, nonostante le difficoltà incontrate, un colosso come l’Enel a riconoscere al nostro paese i diritti dovuti».

Nel dicembre scorso l’Enel ha versato nelle casse comunali il primo importo di circa settecento mila euro. Il Comune di Pattada nel gennaio 2013, amministrato allora dalla giunta di Mario Deiosso, prese la decisione di notificare all’Enel gli avvisi con cui si contestava all’azienda l’omessa denuncia e l’omesso versamento dell’Ici. Veniva chiesto alla società il pagamento della somma di duecentomila euro oltre agli interessi, per ogni anno d’imposta dal 2006 al 2011. Tre mesi dopo l’Enel presentava sei ricorsi speculari chiedendo l’annullamento degli avvisi di accertamento alla Commissione tributaria provinciale di Sassari. Secondo l’Enel gli avvisi sarebbero stati illegittimi per vari motivi fra cui il non assolvimento «dell’onere probatorio circa la sussistenza degli elementi di fatto e di diritto posti a sostegno della pretesa». L’amministrazione Deiosso presentò valide argomentazioni a proprio favore e la sentenza, pronunciata il 4 dicembre 2017 ha riconosciuto che l’Enel produttrice di energia elettrica ha quantomeno il possesso degli immobili, diga e invaso e degli impianti annessi e che il Comune di Pattada abbia ben operato nel determinare l’ammontare dell’imposta e delle sanzioni e ritiene infondati i motivi con i quali si è richiesto l’annullamento delle sanzioni. L’Enel è condannata anche a pagare le spese processuali.

È chiaro che la società dovrà tuttora continuare a pagare l’Imu al Comune. Ora la minoranza capeggiata da Deiosso chiederà all’amministrazione comunale come verranno impiegate queste risorse ma già con una idea da proporre nel prossimo consiglio comunale: «La nostra idea – ha spiegato
infine Deiosso – è quella di consultare i nostri concittadini e convocare un consiglio aperto alle associazioni locali del paese, all’impresa, all’artigianato e al commercio. Questi soldi sono come una manna dal cielo e vorremmo, come gruppo di opposizione, collaborare al loro utilizzo».

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