Oppes: «Ci sono difficoltà ma non è terzo mondo»

Il direttore del pronto soccorso dopo il caso del paziente fotografato per terra Aumentati i medici e ridotti i tempi di attesa: il 2019 sarà un anno migliore

SASSARI. «Come nella maggior parte dei pronto soccorso di grandi dimensioni, i pazienti possono subire dei disagi, ma non siamo un ospedale da terzo mondo. In quei Paesi purtroppo non riescono a garantire il livello di cure che ancora oggi noi possiamo permetterci».

Il direttore del pronto soccorso dell’Aou di Sassari Mario Oppes riconosce le difficoltà quotidiane che vengono incontrate nella struttura sanitaria ma in riferimento al caso del paziente sdraiato per terra - fotografato e raccontato da un testimone - ci tiene a dire «che noi non mettiamo i pazienti a terra».

L’episodio denunciato dalla Nuova è stato comunque confermato dall’Aou, che a conclusione delle verifiche interne ha fatto una ricostruzione della vicenda. «Escludo che il paziente sia stato posto per terra in attesa della visita – dice ancora il dottor Oppes – ; la foto è stata scattata nella sala riservata ai pazienti autosufficienti che dopo il triage attendono la visita medica. Durante questa fase, gli infermieri monitorano l’evoluzione e di fronte a variazioni del quadro clinico possono cambiare codice di priorità».

Così sarebbe accaduto per la vicenda del paziente fotografato di spalle e sdraiato a terra, su un fianco. Secondo la ricostruzione resa nota dall’Aou, al paziente arrivato in pronto soccorso accompagnato dal 118 poco prima dell’una di notte sarebbe stato assegnato il codice verde. E poichè gli operatori del 118 dovevano poi proseguire il loro servizio, il paziente sarebbe stato invitato a liberare la barella e a sistemarsi su una sedia. «L’infermiera del triage ha valutato il paziente all’1,04 – spiegano dall’Aou –, quindi una seconda volta alle 2,23». E dopo questo passaggio, l’uomo avrebbe proseguito l’attesa nella sala dei codici verdi. A questo punto l’attenzione degli infermieri sarebbe stata richiamata da un altro paziente che ha segnalato un uomo sdraiato per terra. «L’infermiera di turno ha appurato la situazione, è stata messa a disposizione una barella e dopo la modifica del codice da verde a giallo, il paziente è stato preso in carico dal medico. Alle 6,41, il paziente è stato dimesso a domicilio asintomatico».

I racconti del testimone che ha fotografato e ripreso la scena del paziente sdraiato a terra in sala d’attesa e quello dell’Aou non corrispondono in alcuni passaggi. E un paziente già sotto terapia che si sdraia per terra per la mancanza (in quel momento preciso) di una barella resta un fatto grave. Pur con tutte le giustificazioni che si possono dare successivamente. La direzione del pronto soccorso ha anche sottolineato che «al momento dell’arrivo del paziente (alle 0,58) e sino alle dimissioni, sono stati gestiti altri 42 utenti (tutti presenti contemporaneamente all’interno della struttura), e di questi 16 erano codici gialli, 23 verdi e 3 bianchi». Da circa un mese - dalle 8 alle 20 - il pronto soccorso dispone di 4 medici in servizio (salvo assenze) e questo sta aiutando a ridurre le attese.

«Nel mese di dicembre – ha concluso il dottor Oppes – l’incremento
del numero dei medici ha prodotto una riduzione di 13 minuti nei tempi di attesa medi dei codici verdi. Rispetto ai dati del 2018 parliamo di un meno 7 per cento. Se le cose dovessero restare tali, per il 2019 ci aspettiamo una riduzione notevole dei tempi d’attesa».



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