Regionali, la corsa dei sindaci: uno su sei è candidato

Sono 62 i primi cittadini in lista, più Massimo Zedda. Nel centrodestra sono in 36

SASSARI. Un sindaco su 6 è in corsa alle regionali. Sono 63 su 377 i primi cittadini che hanno deciso di mettere la freccia per Cagliari. Anzi 62, visto che uno sta già nel capoluogo ed è però candidato a governatore. In queste settimane di preparazione delle liste c’è stata una corsa ad accaparrarsi più primi cittadini possibili.

Un esempio è Anita Pili, sindaca ex Pd di Siamaggiore, prima corteggiata da Maninchedda per partecipare alle Primarias del Partito dei sardi, poi nella platea pro Zedda all’assemblea di Milis in cui lui ha annunciato la discesa in campo, infine candidata a sostegno di Solinas nella lista Sardegna20 Venti. I sindaci, in un momento di forte crisi della politica, sono considerati una ciambella di salvataggio. Ed è a loro che si aggrappano i segretari dei partiti. Fu così dopo Tangentopoli con Rutelli, Bassolino e Cacciari, è così oggi con Sala, Nardella e De Magistris. E così è andata anche in Sardegna, dove il centrosinistra, reduce da una serie di clamorosi ko, dalle comunali alle politiche, passando per il referendum, ha deciso di affidarsi all’unico che negli ultimi anni è riuscito a portare il sorriso tra i progressisti. E cioè Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, che mentre le roccaforti del centrosinistra cadevano a una a una, lui veniva confermato al primo turno sbaragliando destra e 5 stelle. E così questa volta gli è stato chiesto di tentare la missione impossibile: conquistare la Regione.

Progressisti. La candidatura di Zedda, prima che dai partiti, è stata supportata dai sindaci. E di questi molti sono nelle sue liste. Il Pd schiera Nicola Sanna, sindaco di Sassari, ma anche i primi cittadini di Baunei, Salvatore Corrias, di Solarussa, Mario Tendas (consigliere regionale uscente), e di Samassi, Enrico Pusceddu, protagonista nei giorni di prese di posizione anti Salvini sulla questione accoglienza. Liberi e uguali candida quattro sindaci, di cui tre sono consiglieri della passata legislatura: Daniele Cocco, di Bottidda, Alessandro Unali (che ha lasciato il Partito dei sardi), di Chiaramonti, Eugenio Lai, di Escolca. Più Paola Casula, sindaca di Guasila. Campo progressista punta su Gian Franco Satta, sindaco di Tergu, Sardegna in comune schiera Giacomo Porcu di Uta, mentre Diego Loi di Santu Lussurgiu è candidato con Noi, la Sardegna con Massimo Zedda. Sei, infine, i sindaci nella lista civica Futuro comune a sostegno di Zedda: Peppino Ibba di Mores, Stefano Pisciottu di Santa Teresa, Daniela Satgia di Onifai, Luigi Tedeschi di San Vero Milis, Fernando Cuccu di Villamar, Antonio Orgiana di Orroli.

Centrodestra. Ancora più numerosi i sindaci scesi in campo al fianco di Christian Solinas e del centrodestra: 39 contro i 18 dei Progressisti. Forza Italia schiera il consigliere uscente e sindaco di Golfo Aranci Giuseppe Fasolino, Giovanni Santo Porcu di Galtellì, Franco Tegas di Talana, Emanuele Cera di San Nicolò Arcidano, Ivan Piras di Dolianova e Alessandra Corongiu di Pimentel. Con i Riformatori corrono i primi cittadini di Buddusò, Giovanni Antonio Satta, di Birori, Silvia Cadeddu, di Elini, Rosalba Deiana, di Barisardo, Ivan Mameli, e di Marrubiu, Andrea Santucciu. Hanno scelto di candidarsi con Fratelli d’Italia Francesco Mura, sindaco di Nughedu Santa Vittoria, Luca Pilia, di Isili, Fausto Piga, di Barrali. Sotto le insegne dell’Udc sfilano Andrea Biancareddu, primo cittadino di Tempio, Maria Antonietta Uras, la sindaca di Giave paladina della zona franca, Fausto Orrù di Gonnosfanadiga, Nicola Cau di Furteo, Stefano Sanna (fratello dell’ex assessore all’Urbanistica epoca Soru, Gian Valerio) di Abbasanta e Mario Fadda di Maracalagonis.Il Psd’Az si affida a Gian Franco Pinducciu, sindaco di Telti, Efisio Arbau, di Ollolai, e Renzo Ibba, di Morgongiori. Il sindaco di Castelsardo, Franco Cuccureddu, si candida con il suo movimento Sardegna civica e mette in lista anche i colleghi Giorgio Alimonda di Portoscuso, Marco Pisano di Mandas e Gianfranco Trullu di Perdaxius. Ma è nella lista Sardegna20venti che si conta il maggior numero di sindaci. Dodici: Pietro Moro di Laerru, Gigi Littarru di Desulo, Marco Melis di Arzana, Anita Pili di Siamaggiore, Salvatore Pes di Sedilo, Domenico Gallus di Paulilatino, Alberto Urpi di Sanluri, Enrico Collu di San Sperate, Massimiliano Garau di Suelli, Francesco Spiga di Vallermosa, Laura Cappelli di Buggerru e Antonio Vigo di Calasetta. Pds e Adn.

Al di fuori delle coalizioni di destra e sinistra sono quattro i sindaci che hanno scelto il Partito dei sardi: l’ex Pd Clara Michelangeli, prima cittadina di Onanì, Roberto Tola, sindaco di Posada, che ha lasciato il Psd’Az dopo l’alleanza con Salvini, Gianluca Congiu di Girasole e Antonello Figus di Santa Giusta. Con Autodeterminatzione sono in corsa Angelo Sini di Pattada e Marco Lampis di Escalaplano. In tutto insomma i sindaci sono 62. Ma sarebbero potuti essere anche di più. In tanti,

malgrado corti serrate, hanno preferito non candidarsi. Tra i tanti che hanno detto no Mario Bruno, sindaco di Alghero, e Andrea Soddu, primo cittadino di Nuoro, ma anche Carla Medau, sindaca di Pula, Omar Hassan, di Modolo, Daniela Falconi, di Fonni, ed Emiliano Deiana, di Bortigiadas.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community