Retinopatia diabetica, anche Sassari nello screening per la diagnosi precoce

Si tratta di una complicazione del diabete che non dà sintomi fino a quando i danni sono gravi

MILANO. Il diabete è una malattia in grande espansione: il numero dei malati è quadruplicato, passando in Italia dai 2,8 milioni del 1980 ai 4,3 milioni del 2014. E di pari passo sono aumentati i casi di retinopatia diabetica visto che un diabetico su tre ha anche la retinopatia.

«Il problema - rileva Massimo Porta, direttore della Scuola di specializzazione in Medicina interna all'Università di Torino - è che la retinopatia è una complicanza subdola, che non dà sintomi fin quando i danni alla retina o alla macula (parte centrale della retina, ndr) non sono gravi e irreversibili». Secondo dati della Società oftalmologica (Soi) e di quella di diabetologia (Sid), quando il diabete viene diagnosticato oltre i 30 anni di età, la prevalenza della retinopatia diabetica varia tra il 21% nelle persone con diabete da meno di 10 anni e il 76% in quelle con più di 20 anni dalla diagnosi.

«Ecco perché è importante - conclude Lucio Buratto, direttore scientifico di Camo - diagnosticare quanto prima la malattia retinica.

E lo screening, cioè l'indagine a tappeto, è il metodo migliore per farlo: saranno coinvolti 30 centri di tutta Italia, da Milano a Catania, da Verona a Sassari. Tutti i dati ricavati saranno inseriti in un server speciale con il quale potremo elaborare statistiche e valutare i risultati»

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