«Troppe volte abbiamo taciuto»

Esporlatu, il sindaco replica alla minoranza: «Sugli attentati nessuna sovraesposizione mediatica»

ESPORLATU. Gli attentati agli amministratori locali e gli atti vandalici che hanno recentemente colpito il piccolo centro di Esporlatu scuotono gli animi di maggioranza e opposizione. «Ho apprezzato le parole della minoranza – ha detto il sindaco Franco Furriolu in una nota – per la volontà di essere pronti a collaborare con noi ma non accetto che si parli di “metodi degni della Santa Inquisizione per frantumare la coesione sociale” sul nostro modo di veicolare le notizie. Mi riferisco all’articolo apparso in queste pagine dove il capogruppo di minoranza Paolo Nieddu parla di una sovraesposizione mediatica. Non abbiamo mai voluto una sovraesposizione mediatica dei fatti, ma sull’elenco di atti di violenza e delinquenza che dal giorno del nostro insediamento ci hanno colpito, tante volte abbiamo taciuto». E l’elenco di questi due ultimi anni è veramente lungo: l’abbattimento a colpi di fucile delle sei videocamere e quella per il controllo della piazza del municipio nella notte di Capodanno, l’auto incendiata al vicesindaco Gianni Canu e l’ordigno che ha quasi distrutto la sua casa di campagna, i due incendi, il primo al garage e il secondo alla porta di ingresso dell’abitazione del sindaco, e ancora il furto di alcuni tombini, l’abbattimento a fucilate di alcune luminarie natalizie e altre tranciate, il danneggiamento delle piante di ulivo nel terreno di un consigliere di maggioranza, la creolina cosparsa nei tavoli del parco comunale “Su cantareddu” dove era in programma una festa organizzata dal vicesindaco, il danneggiamento di una serie di orti di privati cittadini, le svariate lettere di minaccia indirizzate ad amministratori di maggioranza e le scritte offensive e minacciose a loro rivolte apparse in diverse zone del paese, il danneggiamento di piantine messe a dimora dagli operai comunali, il furto della rete elettrosaldata posta recentemente a protezione di un fiume. «La sovraesposizione mediatica cui fa riferimento la minoranza non è creata da questa maggioranza ma dalla denuncia necessaria per tutti i fatti accaduti – aggiunge Furriolu – a meno che non si pretenda di dover subire e stare pure in silenzio. Come potremo definire un ambiente di questo tipo? Alcuni giornalisti che nei giorni scorsi hanno raccontato questi avvenimenti lo hanno definito “far west”. Io lo chiamerei “near west” perché lo sento molto vicino e non lontano. Il resoconto dei media rispecchia ciò che appare loro. Talvolta sono stati in paese a nostra insaputa, come è giusto che sia, per non farsi influenzare da eventuali parti in causa e, sono convinto, nella ricerca di una maggiore obiettività». L’ultimo pensiero del sindaco va infine ai responsabili della lunga lista di atti intimidatori:
«Chi può averne interesse se non persone del paese? Se invece fossero estranee, non si sarebbe generata una rivolta unitaria dell’intera popolazione?». Le domande rimangono numerose e la vita nel piccolo centro continua tra dubbi e ombre, ma anche nella speranza di un futuro più roseo.

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