Più servizi contro lo spopolamento

Ozieri, i dati sulla natalità in Logudoro registrano ancora un trend negativo. Le ricette dei sindaci

OZIERI. Non si arresta la tendenza alla bassa natalità anche nei comuni dell’Unione del Logudoro, dove lo scorso anno è ulteriormente cresciuto il gap tra nascite e decessi. Un trend che riguarda l’intera Sardegna e non solo, senza dubbio, e che nei comuni del Logudoro ha fatto registrare nel comune più grande, Ozieri, 10453 abitanti, 60 nascite e 97 decessi, e nel comune più piccolo, Ittireddu, 484 abitanti, 3 nascite e 6 decessi (dati al 31 dicembre 2018 raccolti dal magazine diocesano Voce del Logudoro sulla base di dati comunali e parrocchiali). Un dato a suo modo positivo, quest’ultimo, che fa il paio con quello di Ardara, dove ugualmente ci sono stati 3 nuovi nati a fronte di 5 decessi: dei sette comuni Ardara è quello che ha avuto il trend migliore negli ultimi anni, facendo registrare nel 2016 ben nove nascite. «Siamo il comune più “prolifico” dell’Ucl – scherza il sindaco di Ardara Francesco Dui – e infatti negli ultimi 15 anni abbiamo “perso” solo l’8 per cento della popolazione. Un dato molto confortante se si pensa che altri piccoli comuni, quelli più soggetti allo spopolamento, hanno fatto registrare percentuali a due cifre». Ardara ha un trend simile a quelli dei comuni più grandi, quelli dove in teoria ci dovrebbero essere più servizi e più lavoro: un trend simile a quello di Ozieri, dove comunque il dato delle nascite resta drammaticamente basso. I logudoresi fanno sempre meno figli, e questo dato incide sullo spopolamento insieme a quello, ben più drammatico, dell’emigrazione. Un trend che nei diversi comuni logudoresi si sta attivamente cercando di invertire con politiche dedicate che riguardano non solo la promozione del lavoro ma anche l’ampliamento dell’offerta di servizi per le famiglie.

È quanto avviene per esempio a Nughedu (790 abitanti), dove lo scorso anno il numero dei nati è rimasto a zero, a fronte di 17 decessi. «È stato un anno nero per il nostro paese – dice il sindaco di Nughedu Michele Carboni, che è anche componente della giunta dell’Unione dei Comuni – ma in fondo si tratta di una tendenza ciclica: nel 2017 i nati erano stati quattro e al momento ne aspettiamo già tre, che nasceranno tra pochi mesi, e chissà che qualche altra nostra compaesana non ci faccia una sorpresa entro la fine del 2019». Nughedu non ne fa un dramma, perché negli ultimi due anni diverse famiglie hanno preso dimora in paese (non solo stranieri) e perché le idee per sostenere le famiglie con figli non mancano. Una su tutte è il Patto di Cittadinanza, ovvero la proposta, che sarà presto realtà, di assegnare un bonus a ogni bambino dalla nascita sino all’età di sei anni: un beneficio del quale potranno presto usufruire circa trenta nuclei familiari. Per il resto, a Nughedu come negli altri comuni, si punta come detto sui servizi: asili e trasporto scolastico gratuiti o quasi, luoghi e momenti di aggregazione, oltre ovviamente a creazione di occasioni di lavoro grazie ai bandi regionali e non solo. «Cerchiamo
di mettere a disposizione delle famiglie tutti i benefici possibili – dice Carboni – ma credo che il basso trend di natalità non derivi solo dalla crisi economica ma che sia anche frutto di un fattore antropologico che riguarda in particolare la generazione dei 30/40enni di oggi».

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