Zimbar, il campione che nessuno vuole più

L’asso angloarabo è in “pensione” da un mese dopo una carriera di successi. Per lui chiuse le porte di incremento ippico e privati: si riposerà al pascolo

ARDARA. La storia dello sport è costellata di meteore, campioni che dopo il ritiro dalle scene vengono relegati negli annali e finiscono la vita in solitudine. Assi che non trovano nemmeno la consolazione del cosiddetto “riposo del guerriero”, e con esso la possibilità di generare figli che possano eguagliare o superare i loro successi. Non si parla di uomini o donne, ma di un altro campione dei nostri tempi: il cavallo anglo arabo Zimbar, vincitore del 92esimo Derby Sardo dello scorso settembre, che a poco più di un mese dal suo ritiro sa già che il suo futuro sarà il pascolo.

A quattro anni, questa la sua età, le corse di livello sono pressoché finite, e gli è anche preclusa la “carriera” da stallone: il dipartimento incremento ippico ha anglo arabi in esubero, e nemmeno gli allevatori privati lo hanno richiesto. Un affascinante campione che non vuole nessuno, e che rischia di passare il resto della vita a zonzo come un cavallo qualsiasi, un anziano pensionato che si trasferisce in campagna: nella tenuta del suo proprietario ad Ardara, in regione Tola. Anglo arabo di quattro anni, nato dall’anglo arabo qualificato a Fondo Arabo Bangkok (da Oscar Dey e Nabilia) e da Erica de Pulpu, anglo arabo qualificata a Fondo Inglese (da Vidoc e Vanessa), entrambi con all’attivo diverse vittorie, Zimbar è nato nel 2015 ad Ardara nell’allevamento di Antonio Monni, titolare di un pub e appassionato di corse che da poco aveva deciso di buttarsi nell’impresa di allevare cavalli da gara. Tutto inizia con l’acquisto della mamma di Zimbar, Erica, dall’allevamento Campus di Florinas, che viene unita a Bangkok e dà alla luce un delizioso puledrino a cui viene dato il nome di Zimbawe - poi cambiato in Zimbar dall’Unire.

A un certo punto qualcuno nota in lui delle potenzialità, e il puledro viene portato nella scuderia di Antonio Cottu per la domatura e il conseguente inizio delle attività. Inizia così una sfida, che lo scettico Antonio Monni mai e poi mai avrebbe pensato di vincere davvero e che invece ha portato una serie di successi. Il primo al debutto, seguito da un secondo posto, conquistato anche nell’Internazionale anche se annullato da una decisione dei commissari, e a settembre dalla vittoria nel 92esimo Derby Sardo, dove il puledro con in sella l’esperto Antonello Fadda ha stracciato gli avversari arrivando a ben cinque lunghezze dal secondo. In totale un palma res di 7 corse, con 2 vittorie, 3 secondi posti e 2 terzi, l’ultimo dei quali nell’ippodromo di Villacidro a dispetto di ogni pronostico iniziale dato dalla stanchezza per una stagione sempre al massimo.

Da lì il vuoto, la pensione, che come racconta l’allevatore Antonio Monni è arrivata dopo che «in un primo momento avevo pensato di mandare Zimbar a correre in Francia, ma lì corrono solo cavalli indigeni. Qui in quanto a corse c’è rimasto poco per lui, ma forse faremo un tentativo. La via più immediata è quella della pensione, ma l’incremento ippico non lo ha richiesto e nemmeno l’allevamento privato lo vuole, non ancora».

Zimbar quindi sta a casa e si riposa, in tutti i sensi,

eppure un puledro con le sue credenziali, e ancora giovane e forte, in teoria dovrebbe fare gola ad allevatori che sognano di veder crescere nelle loro scuderie un possibile futuro campione. E invece la meteora rischia di passare veloce e di non lasciare nemmeno la minima traccia di sé.

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