Agricoltura in ginocchio nella Bassa Valle del Coghinas

A causa delle incessanti piogge i campi sono diventati un immenso acquitrino. Impossibile lavorare le colture messe a dimora o portare il bestiame al pascolo

SASSARI. Si preannuncia una stagione terribile per l’agricoltura del nord Sardegna e per la Bassa Valle del Coghinas in particolare. In quest’area, infatti, le piogge insistenti delle scorse settimane hanno saturato il terreno e le ultime precipitazioni hanno trasformato le campagne in immensi acquitrini. Un danno enorme per le colture già messe a dimora che, tra l’altro, non possono essere “lavorate” poiché è impossibile o quasi riuscire ad addentrarsi nei campi o portare le bestia al pascolo.

L’allarme, l’ennesimo, sui problemi dell’agricoltura è stato lanciato dalla Coldiretti Nord Sardegna, secondo la quale «per le aziende agricole ormai debilitate oltre che dal clima impazzito anche dall’incuria e ritardi degli enti preposti e da una burocrazia che sta oramai imponendo i suoi tempi sempre più lenti e deleteri per le imprese», si rischia il tracollo. «Raccontare la situazione che si sta vivendo nelle campagne della Bassa Valle del Coghinas non rende l’idea, ci sono perdite importanti dovute alla mancata manutenzione dei canali gestiti dal Consorzio di Bonifica – sostiene il presidente regionale di Coldiretti Battista Cualbu –. Una situazione incredibile, da anni che ci ripetiamo le stesse cose ma purtroppo non cambia nulla, anzi. È fondamentale la manutenzione ordinaria e straordinaria perché cosi si creano danni che vanno ben aldilà dei costi necessari per questi lavori e che pagano come sempre le imprese agricole. È fondamentale programmare e far sì che questi lavori siano non solo fatti con costanza ma anche nei tempi giusti».

Ma le imprese agrozootecniche della Basse Valle del Coghinas devono far i conti anche con un’altra criticità che ormai si trascina da anni e cioè con i danni causati dai cinghiali. «Sono un incubo per gli imprenditori soprattutto in Gallura e Anglona – evidenzia il direttore di Coldiretti Nord Sardegna Ermanno Mazzetti – perché sono sempre di più e non hanno gli strumenti per contrastarli. Dove passano distruggono. Gli allevatori si ritrovano senza pascolo per gli animali e gli agricoltori con le colture rovinate, oltre a recinzioni. Serve un intervento immediato. Siamo disponibili a qualsiasi soluzione partendo dal presupposto che il problema esiste e che i mezzi fin qui adottati per contrastarli non hanno funzionato».

Ma per gli agricoltori non è finita, visto che devono fare i conti con la carenza di linee elettriche.
«Non possiamo programmare una impresa sperando che non piova troppo ma neanche poco o che i cinghiali siano clementi – dice Cualbu –. Così come ci mancano le infrastrutture basilari. Come possiamo, per esempio, fatturare elettronicamente quando non abbiamo linee stabili?». (p.s.)

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