Usini, punto prelievi via in 24 ore

Insorge il sindaco Brundu: «In paese due strutture accreditate, ma l’Ats ci taglia il servizio»  

USINI. «Una mail, una telefonata e, in cinque minuti, scopro che l’Asl chiuderà il punto prelievi di Usini. Una comunicazione fatta lunedì per martedì, senza neppure il tempo di informare i pazienti che oggi si sono presentati in ambulatorio. Solo dopo un giro di telefonate, sono riuscito a garantire il servizio, ma da martedì prossimo l’ambulatorio sarà chiuso e ci sarà l’autoemoteca». È il racconto di Antonio Brundu, sindaco di Usini, ennesimo primo cittadino alle prese con la chiusura dei punti prelievo nella provincia di Sassari.

Oltre Usini, l’elenco comprende già gli ambulatori di Cargeghe, Tissi, Codrongianos, Muros e Osilo. Stando a quanto accade già negli altri centri, il servizio sarà garantito dalla presenza di un’autoemoteca che quindi dovrà fare la spola tra i paesi.

«I sindaci non esagerano – ha detto Brundu – quando parlano, e parliamo, di smantellamento di servizi nei territori e nelle comunità. A Usini, il servizio accoglie circa 40 pazienti che ogni martedì effettuano i prelievi nell’ambulatorio medico di proprietà dell’ Asl, accreditato e ristrutturato recentemente. Un servizio importante per le comunità, azzerato dall’applicazione di una delibera della Regione sull’accreditamento istituzionale dei servizi di diagnostica di laboratorio e dei relativi punti di prelievo esterni».

« Il nocciolo della questione sta fondamentalmente nell’assenza di un medico che assista alle operazioni di prelievo, una cosa inutile considerata la presenza comunque idonea di infermieri professionali – ha aggiunto il sindaco Brundu –. La presenza del medico, richiesta per essere accreditati e funzionanti mi sembra solo un pretesto. Ad Usini siamo in una doppia situazione paradossale in quanto, oltre all’ambulatorio accreditato Ats e di proprietà della stessa azienda, abbiamo anche uno stabile comunale che nel 2015 abbiamo accreditato come punto prelievi, insieme con l’Avis, investendo risorse per tutelare i nostri cittadini, la loro salute e garantire puntuali raccolte di sangue effettuate dall’associazione. Tra l’altro, l’ambulatorio oggi utilizzato, è sede anche di guardia medica; per cui, se fosse necessaria la presenza del medico, Ats potrebbe aprire un tavolo di discussione con i medici e le guardie mediche, prolungando di qualche ora il loro servizio».

Oggi la Regione «ci cancella un servizio fondamentale e lascia ancora una volta, a noi sindaci, la responsabilità di dare risposte alla nostra gente».

Oltre ai centri citati, l’attività è sospesa anche a Viddalba, Santa Maria Coghinas, Martis, Laerru, Erula. Una decisione che non tiene conto delle esigenze della popolazione, delle difficoltà dei trasporti, ma soprattutto nega il diritto a risposte sanitarie adeguate a chi vive lontano dai centri più grandi.

«Voglio aggiungere ua cosa – ha concluso poi l’assessore alle politiche sociali Gian Luigi Testoni, riprendendo un concetto espresso nei giorni scorsi dal sindaco di Osilo–: perché chi usufruisce del servizio domiciliare può effettuare
i prelievi in assenza del medico, mentre nei centri comunali, spesso anche di proprietà della stessa Ats, si è costretti ad avere un medico? Non sono abbastanza qualificati gli infermieri per svolgere questo servizio o è mai successo che siano i medici ad occuparsi dei prelievi?».

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