Moto più sicure sulla Buddi Buddi

Il Comune installerà un guardrail anti-incidenti donato dall’associazione motociclisti incolumi

SASSARI. I motociclisti che percorreranno il tratto sassarese della Buddi Buddi saranno più sicuri, grazie a 144 metri di “barriera Anas” che il Comune installerà nel tratto compreso tra il sovrappasso ferroviario e il bar Graziella. Accettando la donazione dell’Associazione motociclisti incolumi, che prosegue nella sua battaglia per mettere in sicurezza le strade dell’Isola (e di tutta Italia) sia attraverso la sensibilizzazione e la pressione per cambiare le leggi in materia, sia con raccolte fondi e donazioni a chiunque voglia montare le barriere salva centauri.

Come nel caso del tratto di guardrail acquistata dall’Ami e accettata dal Comune di Sassari, che su prenderà cura del trasporto e dell’installazione del guardrail, che verrà eseguito dalla ditta che sta ultimando i lavori nella strada per il mare.

Un atto dal forte valore simbolico, ma anche da non secondarie ricadute pratiche. La “barriera Anas” infatti è un guardrail di nuovissima generazione che, arrivando fino a terra, non lascia i paletti scoperti, evitando incidenti letali per i motociclisti. Che, almeno nei 150 metri coperti dall’intervento, potranno marciare realmente sicuri. «Aspettando la legge nazionale che renda obbligatoria l’installazione delle barriere salva-motociclisti in tutti i guardrail, noi continuiamo a fare la nostra parte – sottolinea Michele Vacca, referente di Ami per la Sardegna –. Abbiamo usato varie raccolte fondi per acquistare questo tratto di guardrail, e non vediamo l’ora che venga installato. Un piccolo passo, l’ennesimo. Che speriamo ci porti lontano, e contribuisca alla messa in sicurezza definitiva di tutta la rete stradale». L’Ami è una onlus che nasce dalle esperienze di vari professionisti, piloti, medici, ingegneri e legali, nel campo dell’istruzione alla guida, della prevenzione, della progettazione di strade e quindi dei diritti degli utenti, con il preciso obiettivo di studiare, secondo il metodo scientifico della medicina, gli incidenti stradali e il danno alla salute da essi provocato, e studiare i metodi per prevenirli.

Da qui la battaglia per l’installazione nelle strade di guardrail sicuri. «Tutti coloro che percorrono le strade – spiega Vacca – sanno molto bene che chi le gestisce (siano essi Comuni, Province o lo Stato) molto spesso si limita ad abbassare i limiti di velocità ogni qual volta avviene un incidente, anziché eliminare le cause di pericolo. L’Anas per fortuna va in controtendenza e continua il lavoro di ammodernamento della rete stradale sarda. Diverso e più complesso il discorso per le strade comunali e provinciali. Motivo per cui l’installazione sulla Buddi Buddi è un importante passo avanti».

E proprio dal Sassarese arrivano parte dei soldi che hanno permesso di acquistare la barriera. Il 23 aprile 2017 a Porto Torres si è tenuto il primo “Memorial Roberto Casu”, dedicato ad un giovane del luogo che ha perso la vita in un incidente stradale. Amici e familiari hanno costituito
l’associazione Arcobaleno, che è riuscita a raccogliere 2500 euro durante la giornata istituita in ricordo di Roberto. L’associazione ha scelto di devolvere l’intero incasso ad Ami, che li ha utilizzati proprio per finanziare il fondo per acquistare barriere Anas salva-motociclisti.

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