Caria attacca Salvini: «Dalla Lega ai pastori solo manganellate»

L'assessore regionale: "Il vice premier dice che sta con gli allevatori sardi che nel 2010, con loro al governo, furono picchiati a Civitavecchia" 

SASSARI. «Sentire Salvini che dice “Io sto con i pastori sardi” mi fa venire in mente le urla dei pastori manganellati nel porto di Civitavecchia il 28 dicembre del 2010. – dice l’assessore regionale all’Agricoltura, Pier Luigi Caria –. Allora a guidare il ministero dell’Interno c’era un altro leghista che ordinò alle forze dell’ordine di caricare una delegazione di nostri conterranei, poco più di duecento persone, con molte mamme, mogli e figlie di pastori. Per un giorno intero furono cancellati i diritti costituzionali sulla libertà di movimento e di espressione. Io non dimentico che tre pastori furono denunciati e per anni dovettero presentarsi nei tribunali della penisola per essere finalmente e giustamente assolti troppo tempo dopo».

Poi, l’attacco al Governo: «Invece che fare propaganda elettorale sulla pelle dei pastori – aggiunge Caria – perché il governo non mette a disposizione della Sardegna i 25 milioni di euro del fondo ovicaprino bloccati a Roma? Con quelle risorse si potrebbe far risalire il prezzo del latte finanziando i bandi per l’acquisto dei pecorini da destinare

agli indigenti e creare dei fondi di garanzia attraverso la Sfirs con cui sostenere finanziariamente cooperative o altri centri di trasformazione che intendono garantire retribuzioni ai pastori notevolmente più elevate rispetto ai 60 centesimi paventati in queste settimane».
 

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