Fugge con il taxi dopo il furto di vestiti Ma finisce in cella

Il colpo era stato commesso la notte tra il 24 e il 25 gennaio  Dal negozio “Otl Outlet” era sparita merce per 3000 euro 

SASSARI. Dopo aver svaligiato un negozio di abbigliamento in via Amendola ha chiamato la centrale del servizio di radiotaxi, ha sistemato la refurtiva nel portabagagli del mezzo di trasporto pubblico e si è fatto riaccompagnare comodamente a casa, nel quartiere di Monte Rosello.

Un’idea geniale, secondo Cristian Tedde, sassarese di 35 anni, che con due corse – due viaggi ravvicinati nel cuore della notte tra il 24 e il 25 gennaio – era riuscito a trasportare dall’altra parte della città, senza destare alcun sospetto, i circa 200 capi rubati dal negozio “Otl Outlet”.

Eppure sono bastati appena 15 giorni ai carabinieri del nucleo operativo per risalire a lui e stringergli le manette intorno ai polsi. Il suo piano non ha funzionato e per Tedde si sono spalancate le porte del carcere di Bancali. L’arresto dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato eseguito due giorni fa su disposizione del giudice delle indagini preliminari che ha accolto la richiesta della Procura.

A Cristian Tedde gli investigatori dell’Arma sono arrivati grazie all’aiuto di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del furto. Passando al setaccio i filmati i carabinieri sono stati attirati dall’insolito transito di due taxi nella zona di via Amendola in un orario alquanto strano.

È bastata una verifica sulle corse di quella notte per scoprire che dopo il furto Cristian Tedde aveva chiamato per ben due volte la centrale dei taxi e si era fatto venire a prendere in via Principe di Piemonte, la via in cui aveva depositato i bustone con la refurtiva.

Ai due tassisti – assolutamente ignari del fatto che il passeggero avesse appena commesso un furto – il 35enne aveva parlato di un trasloco improvviso, dovuto a problemi familiari. A incastrarlo è stata anche la sua presenza in via Amendola i giorni precedenti il furto. Le telecamere di videosorveglianza lo avevano ripreso infatti passeggiare avanti e indietro davanti al negozio svaligiato, durante quelli che agli investigatori sono sembrati dei sopralluoghi. Per entrare nel locale e arraffare un po’ di contanti e circa 200 capi di abbigliamento ( per un valore di circa 3000 euro) Cristian Tedde aveva segato le sbarre di una finestrella che si affaccia su un cortile interno. Poi, dopo aver preso i vestiti lasciando per terra decine di appendini, era fuggito saltando alcuni muretti e attraversando un paio di cortili, per poi sbucare in via Principe di Piemonte, dove ha nascosto la refurtiva e poi ha chiamato la centrale dei taxi.

Difficile pensare che l’uomo abbia fatto tutto da solo. Non è escluso che ad aiutarlo ci fosse almeno un’altra persona che però non è stata identificata. E non è escluso che il vero obiettivo fosse la gioielleria che si trova proprio accanto al negozio di abbigliamento svaligiato. È probabile che Tedde abbia immaginato che quella minuscola finestrella sul retro lo facesse arrivare a un passo
dai gioielli. Una volta dentro il negozio di abbigliamento l’uomo si è accontentato dei vestiti e ha scelto con cura i capi più costosi da portare via, prima di darsi alla fuga. Una fuga in taxi che gli era parsa un’idea geniale ma che alla fine lo ha fatto finire in carcere.



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