Suor Antonietta, 106 anni di fede e di dolce tenacia

Nata nel 1913, terza di 11 figli, per prendere i voti vinse l’opposizione dei genitori. Il sindaco di Ozieri le ha fatto visita nella casa di riposo di Cuglieri dove vive

OZIERI. Un augurio “a sos chentu trinta” e una stretta di mano calorosa sono stati l’omaggio che il sindaco di Ozieri Marco Murgia ha voluto portare a suor Antonietta, la concittadina più longeva della città e tra le più longeve dell’intera Sardegna che ieri ha tagliato il venerabile traguardo dei 106 anni. La religiosa, al secolo Giuseppina Saba, nata alle cinque di mattina del 18 febbraio 1913, passa le giornate nella Piccola Casa della Divina Provvidenza di Cuglieri dove ha trovato ospitalità da quando, circa venti anni fa, è stata messa a riposo ma resta una testimone vigile di oltre un secolo di vita passato in continente nelle strutture create da San Giuseppe Benedetto Cottolengo e nelle quali ha operato come sarta dalle mani d’oro, confezionando abiti e prestando la propria opera nella più totale povertà e dedizione. Terza di undici figli, tra i quali ancora in vita i gemelli Rino e Anna, più giovani di lei di diciassette anni, Suor Antonietta ha sentito la vocazione sin da piccola ma per arrivare ai voti ha dovuto faticare e vincere le resistenze della famiglia. «Peppina è sempre stata una fervida credente e la sua strada sembrava segnata ma in casa eravamo tanti – ha raccontato il fratello Rino –. Ognuno doveva contribuire al bilancio familiare e lei lo faceva con l’arte del cucito che permetteva a tutti noi di avere vestiti e indumenti». Poco prima della seconda guerra mondiale si trasferì a Roma per accudire tre fratelli che studiavano all’università. Lo scoppio del conflitto coincise con la fine degli studi dei Saba ma nel momento in cui si doveva partire verso casa Giuseppina si accertò che i fratelli salissero sul traghetto e si diresse a Torino nella Casa Cottolengo dove prese i voti con buona pace del padre Bachisio e della madre Anna Seu che dovettero giocoforza accettare la decisione. Devota a Padre Pio, lo incontrò più d’una volta e nel 1953 intraprese un viaggio verso San Giovanni Rotondo per farlo incontrare anche a suo fratello. «Viaggiammo giorno e notte per arrivare dal santo perché io volevo essere confessato da lui – ha aggiunto Rino – ma quando arrivai al suo cospetto gli bastò guardarmi negli occhi per capire i motivi che mi avevano spinto ad andarci. Aveva un magnetismo e una profondità d’animo difficili da descrivere». La serenità di una vita passata a fare sempre quello che il cuore comandava, al totale servizio della religione e degli altri è forse il segreto di tanta longevità e seppure oggi suor Antonietta sia costretta ad essere assistita perché il fisico ovviamente sente il peso degli anni la mente resta lucida e la memoria ancora forte ma soprattutto mostra un’apertura mentale sorprendente
frutto anche di un’intelligenza innata e mai esibita. Intorno a lei domenica prossima a Cuglieri si stringeranno i quasi quaranta nipoti e pronipoti che insieme alla sorella Anna e al fratello Rino hanno organizzato una piccola cerimonia per festeggiare il grande traguardo raggiunto.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community