Lo spopolamento avanza nel Goceano

Dati allarmanti su natalità e mortalità: il saldo nel 2018 è negativo in tutti i centri. Calato del 7% il numero dei residenti

ANELA. Sono allarmanti i dati su natalità e mortalità rilevati al 31 dicembre 2018 nel territorio del Goceano. Gli sforzi delle amministrazioni dei nove Comuni non bastano da soli per “tenersi stretti gli abitanti” e cercare di arginare lo spopolamento. Basti pensare che la densità della popolazione in questo territorio varia dai 9,5 abitanti per chilometro quadrato nel comune di Bultei ai 50 abitanti per chilometro quadrato di Burgos. Un quadro che non lascia spazio a molti dubbi e ripropone la necessità di trovare soluzioni veloci per evitare la desertificazione delle zone interne. Dove pian piano sono venuti a mancare, per decisioni dello Stato, presidi e servizi indispensabili, quali scuole, poste, sportelli bancari, che hanno impoverito i centri. Soprattutto, è venuto a mancare il lavoro che ha costretto flussi di persone a cercare altrove occupazione.

Residenti. Nel corso degli ultimi dieci anni la popolazione residente si è ridotta del 7 per cento mentre la Sardegna nello stesso arco di tempo ha visto diminuire la popolazione complessiva dell’uno percento. Il Comune che ha subito il maggiore decremento percentuale è stato Illorai che nel periodo ha visto ridurre la sua popolazione del 15,8 percento. I tassi di natalità più bassi si registrano nei comuni di Esporlatu (0,0), Bultei (1,1) e Burgos (3,3).

Tasso natalità. Il tasso di natalità più elevato si registra nel Comune di Bono (8,8), seguito da Illorai (8,2). Questo ha in parte compensato la diminuzione della popolazione legata a saldi naturali e migratori negativi o prossimi allo zero.

Rapporto nati-morti. Sono cifre che rendono bene la situazione quello relative al numero di abitanti e al rapporto tra il numero dei nati e quello delle persone decedute. A Bono (3490 abitanti) nel 2018 i nati sono stati 29 e i morti 47; a Benetutti (1800 abitanti) il rapporto è di 12 a 17; a Nule (1355) 7 i nati e 18 i morti; a Bultei (945 abitanti) solo 2 nati a fronte di 23 morti; Burgos con 883 abitanti ha visto nascere solo 7 bambini mentre i decessi sono stati 10: a Illorai dove vivono 876 persone i nati sono stati 7, i morti 12; 2 nati e 7 decessi a Bottidda, 680 abitanti: ad Anela (645 abitanti) il più alto saldo negativo tra nati e morti: 2 contro 23; infine Esporlatu (389 abitanti) con un solo nato e 9 decessi. La struttura per età della popolazione è comunque simile a quella della Sardegna nel suo complesso.

Crisi pastorizia. Sul fenomeno è chiaro e senza mezzi termini il pensiero del sindaco di Anela, Damiano Mulas, che riallacciandosi alla crisi del prezzo del latte al litro ha detto: «La grave situazione che sta investendo i pastori sardi è una crisi che ricade anche sullo spopolamento e su tutto ciò che ne deriva. I nostri piccoli paesi, infatti, sono sostenuti quasi interamente dalla pastorizia. Ciò significa che il settore agro-pastorale mantiene in piedi tutta la filiera e qualsiasi attività collegata e non direttamente collegata alla pastorizia. Per questi motivi– conclude Mulas – sosteniamo come amministrazione comunale, e facciamo nostra, la protesta dei pastori, che in questi giorni ha ottenuto una maggiore attenzione da parte delle forze istituzionali in campo».

Finanziamenti. Il sindaco di Benetutti e presidente della Comunità Montana del Goceano, Enzo Cosseddu, sposta l’attenzione verso chi è residente altrove e non nel paese in cui vive: «Potremmo godere di finanziamenti maggiori – ha spiegato Cosseddu – erogati
in base al numero degli abitanti residenti. Qua invece, così come succede in altri paesi, molti portano via la residenza lasciando gli oneri a chi la mantiene nel Comune. Tali finanziamenti ci permetterebbero, in parte, di migliorare alcuni aspetti che arginerebbero lo spopolamento».

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