Si chiude tra gli applausi il “tour della memoria”

A Osilo evento finale della bella rassegna organizzata dai prof delle scuole di Castelsardo, Osilo e Nulvi

OSILO. Si è chiuso a Osilo, dopo le tappe di Castelsardo e Nulvi, il “tour della memoria”, organizzato dagli istituti comprensivi di Castelsardo e Osilo/Nulvi, e dalle amministrazioni comunali dei tre comuni. Un viaggio nello spazio e nel tempo per ricordare la tragedia della Shoah, la persecuzione degli ebrei e di tutti i “diversi”, le vette di ferocia cui può arrivare l’uomo, la perdita stessa della sostanza umana.

Ma anche per tener sempre presente che non sono solo fatti consegnati alla storia o alla memoria, ma rischi sempre immanenti, voragini di umanità che si possono aprire in ogni momento, se la coscienza civile si distrae. Come per molti versi, è stato detto, sta accadendo ai giorni nostri. La serata di Osilo si è aperta con le note del violino di Mario Chessa, che ha eseguito il “Theme from Schindler’s List". E dopo la prima lettura da parte di una delle insegnanti, è toccato a Paolo Carta, dirigente degli istituti comprensivi di Castelsardo e di Osilo/Nulvi, avviare la riflessione sui temi della serata e sulla necessità che le coscienze rimangano sempre vigili e attente. Il programma è proseguito con i canti del coro dei docenti di Castelsardo, Osilo e Nulvi, nato da un’idea e diretto dallo stesso Paolo Carta – che peraltro dirige il coro polifonico di Villanova Monteleone – che ha eseguito tutti brani legati al tema della Shoah. I canti sono stati intervallati dalle letture dei docenti di Osilo e Nulvi, testimonianze strazianti di donne, di vite perdute, di abissi di disperazione. “Sole rosso, pregno di sangue, illumina il calice della mente annebbiata”; “Davanti a me vedo tutto nero, quando sarò libera di nuovo?”; “C’era una volta Elzunia, è rimasta sola, perché suo padre è a Majdànek, ad Auschwitz c’è la mamma”. Il baritono Antonello Arca, ha cantato “Wiegala”, “Ich wandre durch”, e alla fine, insieme al coro, “Yerushalayim shel Zahav”.

Valentino Canu, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, ha speso parole intense sulle vicende della Shoah, ed ha ricordato i tempi difficili del presente, con quell’attitudine che sembra prevalere a erigere muri, e con la svalutazione
dei diritti umani. «Ci avete dato tanta bellezza», ha concluso Valentino Canu rivolto ai protagonisti. Il pubblico che ha gremito la chiesa del Rosario, ha manifestato la propria partecipazione ai temi della giornata con convinti e prolungati applausi.

Mario Bonu

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