Il dopo voto: «Regole certe e coraggio ora servono scelte forti»

Il mondo economico isolano chiede risposte importanti a breve scadenza

SASSARI. Subito al lavoro per concretizzare le parole spese nel corso degli incontri della campagna elettorale. I rappresentanti regionali di Federalberghi, Confindustria e Ance (l'Unione regionale costruttori edili) sono già in pressing sul nuovo presidente della Regione al quale chiedono di rilanciare i loro comparti. Anche con decisioni forti, che potrebbero segnare svolte importanti per l’isola.

«A Christian Solinas facciamo gli auguri di buon lavoro – dice Paolo Manca, presidente di Federalberghi – e speriamo che metta al centro del suo programma operativo le dinamiche del turismo. Ne abbiamo parlato tanto prima del voto, non vogliamo che tutti quei discorsi restino un semplice spot elettorale. Sono convinto che il nostro settore sia di vitale importanza per la Sardegna, a noi non serve delocalizzare o altre soluzioni: serve principalmente programmazione, unita a iniziative di un certo tipo e posizioni serie». La richiesta è anche quella di non creare compartimenti stagni: «Faccio questo discorso anche perché il nostro settore deve essere necessariamente connesso con altri, per esempio l’artigianato. Non chiediamo una monocultura, ma almeno risposte nel breve periodo. Servono ragionamenti sull’urbanistica, sull’occupazione, norme certe su argomenti come le tasse e l’abusivismo. Su tutto questo ci attendiamo risposte già nel primo anno».

Il presidente di Confindustria Alberto Scanu dopo gli auguri di rito al nuovo presidente spera che «adesso si riparta dalle imprese. Abbiamo fatto diversi incontri, abbiamo posto numerosi temi e speriamo che adesso ci sia una riforma ragionata. Parliamo, per esempio, di governo del territorio, dell’energia e del nodo del metano, di infrastrutture e di connessioni della Sardegna col resto dell’Italia e del mondo con particolare riferimento alla continuità territoriale che è assolutamente da rivedere». «Il dato positivo di queste elezioni per quello che ci riguarda – specifica Alberto Scanu – è principalmente il fatto che comunque, con queste percentuali, ci sarà una maggioranza netta al comando della Regione. E ciò significa garanzia di governabilità nel corso degli anni. Questo mi permette di essere fiducioso e cogliere segnali positivi, adesso si tratta di mettersi al lavoro senza perdere tempo».

Pier Paolo Tilocca, presidente regionale dell’Ance, è un fiume in piena: «Non voglio passare per un cementificatore, però è un dovere evitare che la Sardegna continui a spopolarsi, la gente continua ad andar via alla ricerca di lavoro, ho quattro figli e mi piacerebbe vederli restare qui» commenta. «Come associazione non abbiamo preso posizione, non abbiamo preferenze particolari – aggiunge – ci interessa che si riparta, tra pubblico e privato siamo veramente arrivati a un punto di grande disperazione. L’importante è risolvere i problemi e per farlo serve una forte discontinuità con quello che c’è stato finora. Al nuovo presidente chiedo il coraggio di prendere decisioni importanti, anche forti, senza avere paura: il cento per cento del consenso non potrà mai averlo, bisogna prendere il toro per le corna senza mediazioni estenuanti. Bisogna snellire le procedure, senza ideologie o tatticismi. Non a caso abbiamo firmato un documento congiunto insieme ai tre maggiori sindacati
di categoria. Per esempio, nei lavori pubblici si deve avere il coraggio di snellire le procedure ante gara col commissariamento, c’è un’emergenza cantieri e bisogna smuovere i soldi europei. Non sono per il cemento, basterebbe già avere la possibilità di riqualificare l’esistente».

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