«Il sindaco Nicola Sanna ritiri le dimissioni ma non si ricandidi»

Il segretario cittadino del Pd Gianni Carbini: il primo cittadino rispetti gli elettori. Il dirigente Dem invita alla calma: porti a termine le pratiche, specie il bilancio

SASSARI. Prima un passo indietro, ritirando le dimissioni, poi un passo di lato, per sfilarsi definitivamente dalla ricandidatura a sindaco di Sassari. È la richiesta che il segretario cittadino del Pd, Gianni Carbini, rivolge al dimissionario Nicola Sanna.

«Che Nicola Sanna non possa candidarsi per un secondo mandato a Palazzo Ducale, non sono io a dirlo, lo hanno detto i cittadini sassaresi, prima rispondendo a un sondaggio che non sarebbe mai dovuto diventare di dominio pubblico, poi con il voto alle elezioni regionali di domenica scorsa», sostiene l’ex vicesindaco che lasciando la giunta due anni fa, aprì la prima vera crisi fra Sanna e il Partito democratico.

«Per quanto riguarda le dimissioni presentate dal sindaco, posso dire che comprendo il suo gesto, e umanamente mi dispiace per lui perché le dimissioni rappresentano un momento di grande crisi personale. Ma allo stesso tempo chiedo al sindaco di fare uno sforzo di riflessione. Ci sono tante pratiche da portare a termine, prima fra tutte il bilancio di previsione. Ci ripensi, ma solo in funzione dell’interesse pubblico, della città. Non per inseguire carriere o candidature personali, sulle quali, appunto, credo che i sassaresi si siano già espressi». Anche Carbini era candidato alle regionali nella lista Pd, come Nicola Sanna, e anche lui, pur raccogliendo più consensi personali del sindaco, ha visto sfumare l’elezione. Ma per lui le dimissioni non sono un atto dovuto: «Non sono ancorato alla poltrona di segretario cittadino. Penso che in un momento delicato come quello che sta attraversano il centrosinistra, sia più responsabile restare al mio posto e lavorare per costruire una coalizione più forte, ripartendo proprio dai risultati non del tutto negativi delle regionali. In ogni caso, non posso escludere di lasciare l’incarico, ma eventualmente questa potrà essere una decisione collegiale, scaturita da un confronto con gli organi di partito».

Sulle dimissioni di Sanna è più diplomatico il segretario provinciale del Pd, Gianpiero Cordedda, che ieri mattina a Palazzo Ducale ha incontrato Nicola Sanna: «É stato un incontro informale. Da segretario provinciale del partito ho ritenuto doveroso parlare col sindaco e invitarlo a ripensare alla sua decisione di dimettersi. Ci sono opere pubbliche che il Comune sta portando a compimento e c’è il bilancio da approvare, e sarebbe bene che sarebbe bene che in questi ultimi mesi prima delle elezioni amministrative, a Palazzo Ducale ci fosse il sindaco, e non un commissario», spiega Cordedda. «Io ogni caso per la prossima settimana convocherò la direzione provinciale del partito e in quella sede sarà presa una posizione e una eventuale richiesta ufficiale sulle dimissioni di Nicola Sanna. E per le candidature alle elezioni amministrative, a Sassari e in provincia, penso sia importante prima di tutto tenere unita la coalizione, allargarla se possibile, accordarsi su un programma condiviso e solo in ultima analisi parlare delle persone da proporre per portare avanti questo programma», precisa. Anche lui, come Carbini, non ritiene necessario dimettersi da segretario provinciale dopo la sconfitta elettorale: «Certo che abbiamo perso le elezioni. Le ha perse il centrosinistra, insieme.
Il Pd resta il primo partito in Sardegna, e a Sassari ha sfiorato il 18 per cento dei consensi. Per quanto mi riguarda, saranno gli organismi di partito a decidere se io dovrò andare via o restare alla guida della segreteria. Io non farò altro che rimettermi alle decisioni del partito».

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