Quasi sei mesi senza Cup disagi gravi per gli utenti

L’Ats aveva promesso a settembre la riapertura del Centro unico di prenotazione I medici di famiglia: «A pagare le conseguenze sono soprattutto gli anziani»

PORTO TORRES. Sono trascorsi sei mesi dalle ultime rassicurazioni dell’Ats sulla imminente riapertura del Centro unico di prenotazioni del Poliambulatorio Andriolu. Ma dalla nota ufficiale inviata dopo il periodo estivo dall’Ats, datata 28 settembre 2018, il Cup non è mai stato riattivato: i cittadini turritani e quelli della vicina Nurra si sentono dunque ancora una volta beffati dal modo di procedere della dirigenza dell’azienda sanitaria, per non parlare poi della popolazione anziana che trova estrema difficoltà a spostarsi per prenotare una visita specialistica.

Nell’ultimo mese del 2018 i muratori e gli elettricisti avevano completato tutto il lavoro programmato, separando e dividendo in stand i diversi uffici e portando la linea elettrica e l’Adsl così come richiesto dai manager. Da allora a oggi non si conosce perché il Centro prenotazioni non sia stato ancora aperto al pubblico, e una risposta alla domanda dovrebbe pretenderla anche l’amministrazione comunale considerando che lo stesso sindaco di Porto Torres è il responsabile della salute dei cittadini. Qualche mese fa, tra l’altro, anche il presidente del consiglio comunale Gavino Bigella aveva segnalato il problema a Sean Wheeler, ma niente si è saputo da parte dell’istituzione locale visto che l’importante servizio risulta ancora inattivo nel territorio. «I disagi maggiori di questo disservizio lo subiscono soprattutto i pazienti anziani – dice il medico di base Giovanni Manca –, perché costretti a dover andare a Sassari per prenotare una visita, e questo rappresenta una vera e propria indecenza perpetrata ai danni della città: non pensavo che il semplice trasloco da una stanza all’altra (scrivania, sedia e personal computer), comportasse questo tempo biblico che si riflette negativamente sulla pelle dei cittadini».

Se da una parte è l’Asl che deve organizzare tutti gli spostamenti degli arredi all’interno dello stesso Poliambulatorio, dall’altra, secondo dottor Manca, devono fare la loro parte anche i vertici dell’amministrazione. «Devono interessarsi a questa vicenda, eccome, chiedendo spiegazioni attraverso l’impegno dell’assessore comunale alla Sanità». Anche per il medico Gennaro Andolfi, comunque, i problemi della chiusura prolungata sono purtroppo a carico dei pazienti anziani. «Quando chiamano al Cup trovano sempre la linea occupata, e solo chi ha la possibilità economica (o qualche parente che lo accompagni) può recarsi a Sassari per cercare di prenotare la visita specialistica. La conseguenza è che qualche paziente alla fine trascura le visite che avrebbe dovuto fare,
causando un danno a se stesso».

Sono quindi tanti i cittadini che stanno rinunciando alle cure - poiché impossibilitati a recarsi nel capoluogo di provincia per prenotare un esame strumentale o una visita specialistica - e tutti chiedono una soluzione immediata della vicenda.

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