Assalti alle autocisterne, gli allevatori non ci stanno: «Questi sono terroristi»

Anche Coldiretti condanna il nuovo blitz: «I violenti devono essere isolati»

SASSARI. Il commento non poteva essere più chiaro: «Pastori? Quali pastori, quelli sono terroristi». Nenneddu Sanna, uno dei portavoce degli allevatori, non usa giri di parole per definire quelli che per gran parte dell’opinione pubblica sono la frangia più estrema e cattiva della protesta dei pastori: «La cosa più importante è condannare fermamente questi episodi – continua il giovane allevatore – se fossero pastori come me gli direi che i problemi non si risolvono togliendo il lavoro e danneggiando un altro padre di famiglia che non ha colpe. Ma lo ripeto, quelli non sono pastori perché se lo fossero farebbero qualsiasi cosa pur di non danneggiare l’immagine della nostra categoria. E poi, cosa sperano di ottenere? Davvero non capisco. Noi siamo fatti di un’altra pasta, al mattino lavoriamo perché nelle aziende c’è tanto da fare, non andiamo in giro a minacciare la gente».

La condanna è ferma ed è supportata da ottime intenzioni: dopo l’assalto armato alle autocisterna nella campagne di Nule, terminato con l’incendio del mezzo, i pastori si sono offerti di ripagare il mezzo proprio con gli acconti ricavati da una parte del latte prodotto nelle aziende. Nenneddu non crede che l’episodio di Torralba sia una replica violenta all’accordo sul prezzo del latte a 74 centesimi: «Non è così, siamo uniti e chi lavora davvero sa che questo passaggio era necessario per ricostruire le fondamenta del sistema da cui partire per avere un futuro garantito e governato da regole certe. E le regole, questa volta, dovranno essere rispettate da tutti gli attori della filiera, compresi industriali e pastori. Perché se il prezzo dovesse risalire, come risalirà, le greggi non dovranno crescere all’improvviso, così come il pecorino Romano dovrà lasciare spazio agli altri formaggi», conclude Nenneddu Sanna.

Coldiretti. Il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, lo aveva già detto all’indomani del secondo assalto: «Non credo che siano pastori. In ogni caso l’assalto alle cisterne è un atto inqualificabile». Nonostante le condanne, gli attentati ai padroncini che trasportano il latte sono continuati. Ieri l’associazione di categoria è ritornata sull’atmosfera da far west che si respira nella campagne dell’isola: «È un atto criminale, violento e vile che indebolisce la giusta battaglia dei pastori per dare dignità al proprio lavoro e salvare i 12mila allevamenti. Chi compie questi gesti violenti deve essere isolato da tutti e deve avere coscienza che fa del male ad un lavoratore, ad una categoria e ad un’intera isola». Le ultime parole sono dedicate all’etica degli allevatori: «I veri pastori, anche

nei momenti difficili, non dimenticano mai la solidarietà e il mutuo soccorso, come hanno fatto donando mille pecore ai colleghi dell'Umbria colpiti dal sisma. Ma anche adesso sono pronti a dare il proprio contributo per i camionisti che hanno perso il camion a causa di atti inqualificabili».

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