Bonorva, pariglie in rosa e 1200 fiori per le donne

I cavalieri hanno dedicato le loro acrobazie a tutto il pubblico femminile Le figuranti hanno sfilato con l’abito tradizionale del Comune di provenienza

BONORVA. Oltre milleduecento rose rosse, offerte dai cavalieri dell’associazione S’Ischiglia a tutte le donne presenti alla giornata conclusiva XXI’edizione delle “Pariglias Bonorvesas” hanno reso ancor più lucente la splendida giornata di sole che ha illuminato il Corso Umberto I’, occupato fino all’inverosimile da spettatori e appassionati provenienti da tutta la Sardegna. Una manifestazione resa speciale e indimenticabile per il paese grazie all’ammirevole impegno dell’”Associazione cavalieri di S’Ischiglia”, presieduta da Tore Senes che, in stretta collaborazione con il cassiere Pietro Marruncheddu, i soci ed Emanuela Sassu, titolare dell’agenzia locale “Non solo eventi”, hanno abbinato, in simbiosi con un evento già noto per gli insiti valori sportivi e ludici, un’iniziativa di grande valenza sociale e di forte espressione di solidarietà, per gridare un sentito: “No alla violenza e basta alle lacrime silenziose”.

Ieri la prima giornata ha offerto ai numerosi spettatori momenti di vero spettacolo equestre ed esaltato le doti acrobatiche dei 56 giovani fantini locali nelle discese a pariglia lungo il tracciato del Corso Umberto I’ e, in serata, diversi cantadores, nei locali dell’ex cinema Tisel, hanno intrattenuto numerosi appassionati con le proprie evoluzioni canore.

Oggi, nella giornata clou della manifestazione, alle splendide evoluzioni dei cavalieri, impegnati nelle discese a pariglia e in alcune figurazioni ad alto rischio, si è unita una rappresentazione inusuale per il tipo di evento che, solitamente, ha come protagonisti gli uomini, i quali hanno voluto rendere omaggio alle donne.

La seconda giornata si è aperta con la sfilata di oltre trecento donne che hanno sfoggiato l‘abito tradizionale del paese di provenienza e creato un mare brillante e variegato di colori e costumi che ha incantato le migliaia di persone che spingevano dietro le transenne poste a protezione del Corso Umberto I’, reso sicuro con l’ intervento degli agenti della polizia municipale, dei carabinieri, dei barracelli, dei soci di S’Ischiglia e di diversi volontari. Tra due ali di folla festante ed entusiasta hanno sfilato in abito tradizionale le rappresentati dei comuni di: Abbasanta, Ales, Bonorva, Buddusò, Cossoine, Cuglieri, Dolianova, Elini, Fordongianus, Gonnosfanadiga, Guasila, Ittireddu, Luogosanto, Mogoro, Nuoro,Oliena, Orgosolo, Oristano, Ottana, Paulilatino, Pozzomaggiore, San Nicolò d’Arcidano, San Sperate, Santa Teresa, Sardara, Sassari, Settimo San Pietro, Sindia, Telti,Torralba,Trinità d’Agultu ed il gruppo maschere "Sos Colonganos, (“coloro che si vestono con pelli di pecora”), e s’Urtzu" (colui che viene percosso e martoriato: nelle vesti di un cinghiale) di Austis, i tamburini e trombettieri della Sartiglia di Oristano, gli sbandieratori e musici della città dei candelieri di Sassari.

Al termine della sfilata la manifestazione è proseguita con la discesa delle pariglie e la corsa alla stella, collocata al centro della pista, a circa tre metri d’altezza, che è stata infilzata per
5 volte. In serata un convegno dal titolo : “Stop alla violenza sulle donne, basta alle lacrime silenziose” al quale hanno partecipato le cantanti Maria Luisa Congiu e Lina Meloni e diversi specialisti ha chiuso la manifestazione illustrata in modo simpatico dallo speaker Angelo Masia.

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