Sassari, a Caniga poteva essere una strage

Dai rilievi effettuati emerge che la Hyundai Accent viaggiava ad alta velocità. L’ultimo saluto a Manuel Manca

SASSARI. Una tragedia che solo per pura fatalità non si è trasformata in una strage. A quattro giorni dal tragico schianto in via Caniga, in cui ha perso la vita l’operaio 27enne Manuel Manca, gli inquirenti ancora non si spiegano come tra le lamiere contorte della Hyundai Accent – in cui viaggiavano in sei – e della Alfa Romeo 146, condotta da Simone Luca Lesitano, abbia perso la vita solo una persona.



Mercoledì mattina il sostituto procuratore Paolo Piras ha ricevuto sulla sua scrivania la relazione degli agenti della polizia stradale che hanno eseguito i rilievi dopo il terribile scontro, avvenuto all’ora di cena a poche centinaia di metri dagli uffici delle motorizzazione civile.

Nel fascicolo aperto dalla Procura per omicidio stradale e lesioni stradali gravissime, anche la relazione medico legale dalla quale emerge che Manuel Manca è morto a causa di un trauma toracico devastante. La prova – secondo gli inquirenti – che l’auto condotta da Emanuele Loriga domenica sera correva troppo. Vista la relazione dei medici il magistrato titolare dell’inchiesta non ha ritenuto di dover disporre l’esame autoptico e mercoledì la salma di Manuel è stata restituita alla famiglia.

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Giovedì mattina alle 11 nella basilica del Sacro Cuore, familiari e amici gli hanno dato l’ultimo saluto. Manuel Manca lascia un bambino di 5 anni, avuto da una precedente relazione. Domenica sera sulla Hyundai Accent condotta da Emanuele Loriga, si trovava anche la sua compagna Jessica Cesaracciu e i suoi tre bambini di uno, tre e sette anni. La giovane mamma di 27 anni è ancora ricoverata nel reparto di Rianimazione in coma farmacologico, mentre i bambini – che avevano riportato miracolosamente solo delle escoriazioni – sono ancora sotto osservazione nel reparto di Pediatria.

Ed è ancora ricoverato nel reparto di Ortopedia, con diverse fratture, anche Emanuele Loriga, il 35enne sassarese unico iscritto nel registro degli indagati per la morte di Manuel Manca. L’uomo, difeso dagli avvocati Natalino Zarelli e Dario Masala, viaggiava con l’assicurazione dell’auto scaduta e senza i seggiolini obbligatori per legge per trasportare bambini fino a 12 anni di età.

Gli accertamenti disposti dal sostituto procuratore Paolo Piras hanno stabilito inoltre che il tasso alcolemico nel sangue dell’autista della Hyundai era vicino a 2 grammi/litro, ossia quasi quattro volte superiore al limite consentito dalla legge. Un'aggravante per la Procura, che potrebbe chiedere al giudice delle indagini preliminari una misura cautelare nei confronti dell’uomo che domenica – secondo quanto accertato dai medici del pronto soccorso - non era certamente lucido e per questo motivo non avrebbe mai dovuto mettersi al volante.

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