Antemurale e Alti fondali il cantiere è operativo

Avviati al porto gli interventi per il prolungamento della protezione a ponente Via anche ai lavori per la resecazione della banchina, lo scalo sarà più sicuro

PORTO TORRES. In questi giorni sono stati posizionati i cartelli di avvio cantiere dei lavori per la realizzazione del prolungamento dell’antemurale di ponente e della resecazione della banchina degli Alti fondali. Si tratta di interventi portuali – dove sono ricomprese anche attività di monitoraggio – per un importo complessivo di 31 milioni e 240mila euro. A breve nel molo di ponente verranno posizionati dei piccoli box adibiti a quartier generale della Sales, l’azienda di Roma vincitrice dell’appalto, mentre sulla banchina degli Alti Fondali stanno iniziando ad attrezzare tutta l’area per quelli che saranno i lavori di resecazione. Nel frattempo, sono in corso da diverse settimane i monitoraggi ambientali previsti dal decreto di Valutazione di impatto ambientale, obbligatori e propedeutici ai lavori di realizzazione dell’Antemurale. Si tratta della parte di monitoraggio utile a definire la cosiddetta “condizione di bianco”, ossia un’osservazione sulle correnti con stati di mare intensi e una simulazione dei possibili effetti delle nuove opere sulle coste. Si tratta di una osservazione attenta da parte di tecnici specializzati, che può essere svolta esclusivamente durante il periodo invernale quando si intensificano i venti provenienti dal quadrante. Contestualmente gli stessi tecnici stanno monitorando, attraverso l’utilizzo di apposite sonde, anche lo stato della fauna e della flora ittica del golfo dell’Asinara. Con particolare attenzione alla posidonia – dove è previsto l’espianto ed il reimpianto in aree limitrofe a quelle dei lavori e l’installazione di dissuasori antistrascico per favorire il ripopolamento ittico nel parco marino dell’Asinara – e all’eventuale presenza di cetacei. Sui mammiferi c’è invece da considerare il fatto che nella costa settentrionale della Sardegna è presente il santuario Pelagos, nato nel 1999 da un accordo internazionale tra Italia, Principato di Monaco e Francia. I rilievi andranno avanti per tutto il corso dei lavori, e proseguiranno anche dopo la fine così come previsto dalla normativa vigente in materia ambientale. Tra qualche giorno dovrebbe spostarsi dalla radice della banchina Alti fondali il cantiere navale della famiglia dei maestri d’ascia, i fratelli Polese, che troverà collocazione nell’area a ridosso di dove verrà costruito lo scalo di alaggio per le grandi imbarcazioni. L’area è stata individuata dall’Autorità di sistema portuale, e da qualche giorno sono cominciati i lavori di sbancamento del terreno attraverso le macchine operatrici. Alla fine dei lavori dell’opera portuale lo scalo marittimo
turritano dovrebbe risultare più sicuro, anche in avverse condizioni meteo, per l’attracco della navi passeggeri che effettuano rotte nazionali ed estere. Grazie alla presenza dell’Antemurale, infatti, si eviterebbe che i traghetti vengano dirottati in altri porti in caso di maltempo.

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