Omicidio di Ottava, depositata la perizia

Il 3 aprile lo psichiatra dirà se Ventriglia era capace di intendere e di volere quando uccise il calciatore

SASSARI. È stata depositata ieri mattina la perizia psichiatrica eseguita da Vito La Spina su Daniele Ventriglia, il 25enne originario di Carbonia ma da tempo residente a Ottava (borgata di Sassari) accusato dell’omicidio di Nico Della Morte, il giovane calciatore di 23 anni ucciso la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi con una coltellata al petto. La vittima era originaria di Chiavenna (piccolo comune in provincia di Sondrio) ed era l’attaccante della squadra di calcio della borgata dove si era trasferito per amore.

Insieme alla perizia di La Spina sono state depositate anche le relazioni dei consulenti del pm e della parte civile (i genitori di Nico) rappresentata dagli avvocati Marco Costa e Vito Zotti. La discussione davanti al giudice Michele Contini è prevista per il 3 aprile. Sulla necessità di effettuare un accertamento sulle condizioni psichiatriche dell’assassino reo confesso – presentata dal difensore Marco Palmieri – aveva espresso parere favorevole anche il pubblico ministero Enrica Angioni.

Daniele Ventriglia era stato fermato dagli agenti della polizia stradale poche ore dopo l’omicidio e aveva confessato tutto. Il giovane – con un passato difficile e una figlia piccola – la notte dell’omicidio era uscito di casa con due coltelli da cucina in tasca, per raggiungere il suo rivale al circolo della Polisportiva Ottava. L’aggressione mortale era avvenuta intorno all’una del mattino. Carabinieri e polizia gli avevano dato la caccia tutta la notte, prima che la Stradale lo intercettasse a bordo di un’auto di un conoscente mentre andava a costituirsi. Della Morte, fidanzato con la figlia del presidente della squadra dell’Ottava, si trovava nel circolo accanto al campo sportivo insieme ai compagni di squadra. Si era appena conclusa una stagione culminata con la retrocessione in Seconda categoria, ma i giocatori si erano comunque ritrovati per una

serata da trascorrere insieme. Arrivato sul posto, Ventriglia avrebbe iniziato a infastidire i presenti. Era nata una discussione: il calciatore aveva invitato il giovane ad andarsene e la lite era proseguita in mezzo alla strada. Lite degenerata poi nell’omicidio del 23enne. (na.co.)

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