Policlinico, sono sparite le quote dei Tfr

Negli ultimi anni sarebbero state trattenute in busta paga ai dipendenti ma non versate e utilizzate per pagare gli stipendi

SASSARI. Chi è già andato in pensione da un paio d’anni ha avuto la brutta sorpresa. I dipendenti ai quali invece manca poco per raggiungere la quota e fanno i conteggi tra anagrafe e contributi versati, lo stanno scoprendo adesso: buona parte dei Tfr degli ultimi quattro o cinque anni del Policlinico sono evaporati. Nelle buste paga c’è puntuale la trattenuta mensile per il trattamento di fine rapporto, ma quei soldi poi non sono stati versati all’Inps o ai fondi di previdenza complementari o ai fondi assicurativi. E i lavoratori, in questo clima di incertezza totale, sono preoccupatissimi, perché il fallimento dell’azienda potrebbe non garantire anche loro che sono i creditori privilegiati, ovvero i primi a dover essere risarciti dai proventi della vendita a incanto.

In Procura sono già scattate le prime denunce per appropriazione indebita, truffa e malagestio e il magistrato ha sentito le testimonianze. Un medico in pensione da due anni, ad esempio, vanta un Tfr di circa 120mila euro e fino ad ora non ha visto un solo centesimo. «Non è stato possibile aggredire i conti bancari – si lamenta – perché in questa procedura risultano congelati dal giudice fallimentare. Non sappiamo se il fondo di garanzia dell’Inps andrà a coprire le spettanze dei lavoratori e cosa accadrà per la quota non versata nella previdenza complementare. Non si sa a quanto potrà essere venduta all’asta la casa di cura, che cifra verrà incamerata dalle banche che vantano le ipoteche sugli immobili e quanto resterà invece per liquidare i lavoratori. I quali rischiano di rimanere stritolati dentro questa spirale perversa».

Nei bilanci del 2016 i debiti verso i dipendenti sotto forma di Tfr non versati ammontavano a 3 milioni di euro. Ma poi la cifra è lievitata. Quando l’azienda ha continuato a macinare passivi, che poi sono arrivati a 39 milioni di euro, la dirigenza ha cominciato a tagliare le spese su tutti i fronti. Ma gli stipendi sono stati sempre garantiti e quando il giudice nel gennaio scorso ha staccato la spina decretando il fallimento della struttura, è mancata solo la busta paga di dicembre. Purtroppo per coprire le mensilità sono stati dirottati i soldi che invece dovevano essere accantonati per il Tfr. Ed ecco come decine di pensionati si ritrovano al momento con la liquidazione prosciugata.

L’azienda su questo fronte è rassicurante. Le ipoteche bancarie che gravano sugli immobili avrebbero un valore minimale e dunque ci sarebbero i margini per poter onorare i debiti nei confronti dei creditori privilegiati. Insomma se lo scenario fosse questo, e se il Policlinico dovesse essere acquistato all’asta per dieci milioni di euro, allora probabilmente i lavoratori riceverebbero sino all’ultimo centesimo del Tfr. Però a scorrere i bilanci risulta una ipoteca di 3 milioni sottoscritta a favore della Banca Nazionale del Lavoro, e un’altra con la Banca di Sassari per quattro milioni. Quindi si parla di una quota blindata di 7 milioni di euro a fronte di un valore immobiliare della struttura stimato in circa 5 milioni. È vero che nella predisposizione del bando il giudice farà una distinzione tra la stima del valore urbanistico e il peso del Policlinico sul versante aziendale, che vanta il potenziale accreditamento regionale per 10 milioni all’anno e delle prestazioni erogabili su un bacino di utenza vastissimo.

Al bando, che dovrebbe essere espletato entro giugno è probabile che si presentino più cordate di investitori, tra i quali probabilmente anche i Rusconi di Habilita. L’acquisto
di una struttura sanitaria privata in regime di monopolio, non più gravata dal debito di 38 milioni di euro perché di fatto estinto dal fallimento, potrebbe far gola a diversi gruppi. La speranza, per i tfr dei lavoratori, è che il prezzo di vendita possa superare i 10 milioni di euro.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Come trasformare un libro in un bestseller