Spacciatori a soli quattordici anni

Sette studenti, tutti giovanissimi, denunciati dalla polizia locale. La prima canna subito dopo colazione

SASSARI. Per comprare qualche grammo di marijuana da fumare prima di entrare in classe qualcuno è arrivato addirittura a offrire ai pusher – tutti giovanissimi come gli acquirenti – fedi nuziali e altri gioielli sottratti a casa all’insaputa dei familiari. Tutti gli altri pagavano la sostanza stupefacente con la “paghetta” ricevuta dai genitori per fare colazione e mangiare un panino a metà mattina all’ora di ricreazione.

È per questo motivo che è stata ribattezzata “Merendine in fumo” l’operazione della polizia locale di Sassari che ha portato – dopo due mesi di indagini – a scoperchiare un pentolone grande quanto una piazza, al cui interno ogni mattina venivano smerciati decine di grammi di marijuana e hashish, praticamente alla luce del sole, pochi minuti prima del suono della campanella per l’inizio delle lezioni.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica dei minorenni di Sassari, ha portato all’individuazione e alla denuncia di sette giovanissimi per spaccio di sostanze stupefacenti. Lo smercio – hanno scoperto e documentato gli agenti in borghese della polizia locale – avveniva nel piazzale della chiesa di San Vincenzo.

Era in mezzo a questa “Babele” di adolescenti catapultati in via Turati da tutti i centri della provincia a bordo degli autobus dell’Arst che ogni mattina – tra le 7.50 e le 8.15 – si consumava il passaggio di droga e denaro. Meno di mezz’ora in cui centinaia di giovani facevano quotidianamente il rifornimento per lo “sballo” dell’intera giornata. Prima delle 8.20 – hanno notato gli investigatori della polizia locale – la “Babele” si sparpagliava in direzione degli istituti cittadini e il piazzale tornava deserto. Dopo due mesi di appostamenti e di attenta osservazione, anche con l’utilizzo di telecamere nascoste e agenti infiltrati in mezzo ai giovanissimi, gli uomini della polizia locale, coordinati dal comandante Gianni Serra, hanno stretto il cerchio attorno ai più attivi fra i giovanissimi spacciatori.

Uno di loro è stato fermato con 250 euro in contanti nelle tasche, denaro appena ricevuto in cambio della droga. Dopo aver fermato i sette giovanissimi – tutti di età compresa tra i 14 e i 16 anni – gli agenti hanno avvisato le famiglie.

Tutti i genitori sono caduti dalle nuvole. Nessuno voleva credere che il proprio figlio facesse uso di cannabis e addirittura vendesse marijuana ai coetanei. Poi, con l’autorizzazione della Procura, sono scattate le perquisizioni. Nelle abitazioni di alcuni dei sette ragazzi denunciati – due sono sassaresi e gli altri cinque di paesi della provincia – sono state trovate e sequestrate piantine di marijuana. Le indagini erano partite a gennaio a seguito delle richieste di alcuni dirigenti scolastici
degli istituti superiori, i quali avevano notato che molti studenti arrivavano a scuola poco lucidi. L’operazione, che ha portato a scoprire che tra i consumatori ci sono ragazzi anche più giovani di quelli denunciati, prosegue per individuare i fornitori dei giovani spacciatori.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli