Sosta selvaggia, rischio denuncia

Se le auto in doppia fila bloccano gli autobus può scattare il reato di interruzione di pubblico servizio

SASSARI. Certo Sassari non è Roma, e quindi ogni eventuale paragone non avrebbe senso e neppure proporzioni per un raffronto statistico. Ma la storia delle auto in doppia fila che intralciano il traffico e talvolta bloccano il passaggio dei mezzi pubblici esiste ovunque. E in città è capitato più di una volta con Sirio, quando i conducenti si sono trovati veicoli sui binario e si sono dovuti fermare. Per fortuna solo per qualche minuto, perché poi il proprietario dell’auto è stato rintracciato e ha spostato il mezzo e la vicenda si è conclusa con una multa ma non con la denuncia per interruzione di un pubblico servizio.

Quello che sta accadendo a Roma - con decine di automobilisti mandati a processo per iniziativa della Procura che ha raccolto in un fascicolo migliaia di casi di auto lasciate in sosta selvaggia, alcune anche per periodi lunghi (e rimosse con il carrogru) - potrebbe però avere repliche anche in altre città italiane.

«A Sassari non abbiamo avuto casi gravi negli ultimi anni – afferma Gianni Serra, comandante della polizia locale – e verificando le statistiche, non risulta che l’Atp abbia mai denunciato situazioni tali da interessare la procura della Repubblica. Ci sono alcune situazioni critiche, due o tre punti della città dove a volte il transito dei mezzi pubblici è problematico (uno in via Gorizia, secondo le indicazioni dell’Atp), ma le situazioni si sono sempre risolte senza particolari conseguenze». C’è un aspetto curioso, invece, che riguarda Sirio, la metro di superficie. Ogni tanto c’è chi piazza l’auto sui binari, entra al bar o si sposta a piedi fino all’edicola, ma sono situazioni che si risolvono sempre in pochi attimi: con un disagio certo, ma in assenza dei requisiti che fanno scattare l’interruzione di pubblico servizio.

«Qualche caso particolare si è registrato la domenica – sottolinea Serra – quando generalmente Sirio non viaggia. Ma ci sono alcuni periodi particolari (in prossimità del Natale o di altre festività, per esempio) nei quali Sirio è in servizio anche la domenica. E chi ha preso la brutta abitudine di parcheggiare sui binari (immaginando che quel giorno il servizio è sospeso) scopre a proprie spese di avere interrotto il transito del mezzo pubblico. Pochi i fatti registrati, sempre risolti rapidamente». Sulla contestazione del parcheggio in doppia fila che “scivola” nel reato di interruzione di pubblico servizio, comunque, Gianni Serra afferma che non si tratta del primo caso in Italia.

«Ci sono già stati dei casi, a cominciare da poco meno di dieci anni fa – dice il comandante della polizia locale – in altre realtà. Ricordo per esempio Firenze. Un automobilista aveva parcheggiato l’auto ed era stato richiamato da un barista che gli aveva segnalato che l’autobus non sarebbe passato. Lui si era disinteressato del veicolo e si era allontanato. All’arrivo del bus il traffico andò in tilt per ore».

L’orientamento della Cassazione è chiaro: «Quando il mezzo resta bloccato e l’automobilista
non viene rintracciato subito allora scatta la contestazione del reato. E la sentenza di condanna di Firenze si fonda sul fatto che l’automobilista era stato anche avvisato. Due mezzi fermi, passeggeri trasferiti su un altro bus. Il pregiudizio è stato reale e concreto in quel caso».

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