Policlinico Sassarese, la replica dei Bua: «Tutti riceveranno l’intera liquidazione»

L’ipoteca blindata dalle banche è minima e comunque il fondo di garanzia dell’Inps coprirà gli importi 

SASSARI. Il presidente Piero Bua e il cda del Policlinico sassarese fanno una serie di precisazioni all’articolo “Policlinico, sono sparite le quote dei Tfr”, pubblicato il 14 marzo.

«Circa il riferimento alle “ipoteche bancarie”, stimate dall’articolo in sette milioni, si deve precisare che non si tratta di una “quota blindata” a favore delle banche creditrici, ma di un valore esclusivamente nominale, perché corrispondente all’importo della garanzia prestata alla data della sottoscrizione del contratto di mutuo. Negli anni successivi le rate di mutuo sono state regolarmente pagate e il debito ipotecario residuo nei confronti delle banche, pertanto, ammonta a € 701.575,72 con Banca di Sassari e € 679.458,77 con B.N.L., importo reale ben minore di quello originariamente stimato.

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Alla luce di quanto sopra, si ritiene che la eventuale cessione dell’azienda consentirà di reperire le risorse necessarie per il pagamento del Tfr e di qualunque altra somma dovuta ai dipendenti. In ogni caso, il soddisfacimento dei creditori ipotecari non compromette il diritto dei dipendenti alla percezione del TFR perché, indipendentemente dalla capienza della procedura concorsuale, la legge prevede la copertura del Tfr aziendale e complementare da parte dell’Inps.

Circa la dichiarazione che “decine di pensionati si trovano al momento con la liquidazione prosciugata”, si rende noto che dal 2016 al 2018 sono andati in pensione 55 dipendenti, ai quali è stato corrisposto regolarmente il Tfr maturato con la sola eccezione degli ultimi 5. Questi ultimi non hanno ancora ricevuto la liquidazione, ma gli stessi hanno ricevuto il cedolino relativo al mese di gennaio, nel quale figura il pagamento del Tfr aziendale dovuto dal Policlinico Sassarese S.p.A, che sarà erogato compatibilmente con le modalità proprie della disciplina concorsuale.

Circa l’affermazione che “nei bilanci del 2016 i debiti dei dipendenti non versati ammontano a 3 milioni di euro”, si rileva che gli importi dovuti a titolo di Tfr risultano regolarmente esposti in bilancio e non dovevano essere oggetto di alcun versamento in quanto il relativo importo deve essere corrisposto al lavoratore solo al momento della cessazione del rapporto di lavoro (apparendo superfluo precisare che il rapporto di lavoro tra Policlinico e dipendenti è tutt’ora in essere).

Circa l’affermazione per la quale “all’atto della dichiarazione di fallimento, è mancata solo la busta paga di dicembre”, si precisa che la stessa busta paga è stata regolarmente corrisposta, unitamente alla tredicesima mensilità, in pendenza della procedura di concordato preventivo sotto il controllo del Commissario Giudiziale».

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