Anglo arabo, un’associazione lo tutela

Bonorva, sono oltre 180 i soci di mezza Italia amanti dei questa razza equina

BONORVA. Il bonorvese Gian Mario Carboni è il primo presidente della neo costituita “Associazione Italiana Proprietari allevatori cavallo Anglo arabo” (Aipacaa) con sede sociale a Sassari nello studio del commercialista che ha curato la pratica di costituzione. A febbraio, a Torralba, c’è stata una prima assemblea dei soci fondatori, che ha approvato la statuto ed eletto il consiglio direttivo che sarà presieduto da Gian Mario Carboni, di Bonorva; vice Antonio Efisio Pinna, di Terralba e Giovanni Deriu, di Silanus; tesoriere Gian Mario Sanna, di Nulvi; segretario Andrea Pilo, di Thiesi; consiglieri Salvatore Multinu di Ozieri, Francesco Chessa di Tula, Marino Mura di Bonorva e Alessandro Calvia di Ozieri-Mores. All’associazione hanno già aderito oltre 180 soci sardi, toscani, emiliani, umbri e, a breve, saranno esaminate anche le numerose richieste di partecipazione di tanti altri allevatori e “amanti del cavallo” che hanno manifestato entusiasmo per l’iniziativa. Un’idea nata dalla volontà e desiderio di molti appassionati di valorizzare il cavallo in tutte le sue caratteristiche e qualità ed in primis i soggetti di razza anglo araba. Con la particolare attenzione per gli animali si può ottenere il duplice scopo di dare una sicura e legale copertura e difesa anche agli allevatori e proprietari che fanno enormi sacrifici per allevare questi cavalli che rappresentano la passione e l’orgoglio dell’isola. L’allevamento sardo dell’anglo arabo da solo costituisce, infatti, il 95% di quello italiano, e si confronta positivamente con quello francese. L’associazione ha già aperto una linea di collaborazione con la Regione che, tramite l’agenzia Agris, ha dimostrato un grande interesse per il mondo del cavallo, e con il ministero dell’Agricoltura e turismo, ed è già in essere un dialogo con gli ippodromi dove scendono in pista gli anglo arabi. Fra le iniziative c’è quella dell’organizzazione di un’asta di cavalli, da realizzare con la collaborazione di alcuni allevatori della Corsica, e la creazione di un premio aggiunto per gli associati su alcune corse con la partecipazione di cavalli di razza anglo araba. Nel discorso d’insediamento
il presidente ha ricordato che «fra due anni ricorre il centenario del primo derby sardo per anglo arabo a Chilivani, ma non bisogna dimenticare l’esistenza in Sardegna di ippodromi fra i più belli d’Italia che dovranno essere valorizzati al meglio».

Emidio Muroni

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