Elezioni, centrodestra spaccato

Niente sintesi sul candidato sindaco. In campo Nanni Campus e un nome fatto da Psd’Az o Lega

SASSARI. Grandi manovre nel centrodestra in vista delle amministrative di maggio. La “presa” di Palazzo Ducale, con il Pd in pieno travaglio e il M5s decisamente meno minaccioso rispetto al “cappotto” delle Politiche 2018, è a portata di mano, ma sembra ormai certo che il fronte si presenterà alle urne spaccato in due, complicando non poco la situazione.

Sicuramente è in campo, attivissimo da mesi, l’ex sindaco Nanni Campus, che giusto ieri ha incontrato i candidati del suo zoccolo duro di cinque liste civiche, che potrebbero salire a sette, con l’ingresso anche di Forza Paris. L’ex senatore gode di alto gradimento in molti dei protagonisti dei partiti di centrodestra cittadino, ma le sue condizioni per un eventuale alleanza sono di fatto irricevibili. Campus ha infatti chiarito che è disposto a correre insieme solo a partiti che non hanno “marchi nazionali”, facendo fuori di fatto la Lega di Salvini, che in questo momento nell’Isola dà le carte.

Nonostante il rischio di dividere le truppe, la coalizione che ha stravinto a febbraio le Regionali si prepara dunque a fare il suo nome per Sassari, richiamando all’ordine tutti i partiti “sardi” che con Campus erano in avanzate trattative: il gruppo che ha vinto non si spacca.

Da vedere però chi questo nome farà. Le piazze forti sul piatto sono tre: Cagliari, Sassari e Alghero. E tre, teoricamente, sono i partiti della coalizione che potrebbero ambire a proporre il candidato per la carica di primo cittadino: la Lega, il Psd’Az e Forza Italia. Il gioco di bilancino è complesso, e molto legato agli equilibri che verranno fuori dalla prossima giunta regionale, ma secondo una prima grossolana divisione sembra che ad Alghero il nome potrebbe venir fatto dalla Lega, o direttamente o esercitando una sorta di “golden share” su una proposta di sintesi arrivata dall’intera coalizione, che il nome di Cagliari potrebbe toccare a Forza Italia, e che quindi quello di Sassari andrebbe in quota Psd’Az.

Solo ipotesi allo stato attuale, con le prossime ore che potrebbero mischiare per l’ennesima volta le carte, e convincere il partito di Salvini a “smarcarsi” da Alghero per puntare tutto su un personaggio nuovo che tenti il colpo nel capoluogo turritano, forte anche del traino con le concomitanti europee, dove la Lega si prepara a un risultato sontuoso. Forza Italia che comunque si dice pronta a impegnarsi in prima persona. E anche Epi di Tore Piana che porta al tavolo il suo nome: Gabriella Serra.

E, a proposito di nomi, se la “patata bollente” finirà nelle mani dei sardisti si annunciano giorni di fuoco. La storica “dialettica interna”, da sempre ai massimi livelli nei quattro mori cittadini, si è infatti ulteriormente complicata
con l’ingresso di pezzi da novanta nel partito.

Uno su tutti: l’ex Udc Sergio Milia, che si è presentato “col botto” portando immediatamente in Regione il suo Piero Maieli, e che ora potrebbe cercare di dire la sua anche sulla scelta del nome del primo cittadino.



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