centro storico 

Risse e paura a San Donato, gli abitanti chiedono aiuto

SASSARI. Una polveriera che ribolle da un paio d’anni e che potrebbe saltare in aria da un momento all’altro. Il dito degli abitanti del quartiere di San Donato è puntato da tempo contro un bar,...

SASSARI. Una polveriera che ribolle da un paio d’anni e che potrebbe saltare in aria da un momento all’altro. Il dito degli abitanti del quartiere di San Donato è puntato da tempo contro un bar, gestito da cittadini nigeriani, che secondo i residenti non rispetterebbe le regole della convivenza civile. L’ultimo intervento delle forze dell’ordine risale a domenica notte, quando decine di persone hanno chiesto che qualcuno mettesse fine a una violenta rissa e alla musica a volume altissimo che impediva agli abitanti del quartiere di prendere sonno. Ieri mattina, dopo l’ennesima notte di botte, vetri rotti e schiamazzi, molti dei residenti dell’antico rione si sono radunati per strada per tentare di trovare una soluzione. Ad ascoltarli, insieme a una pattuglia dei motociclisti della polizia locale, c’era Roberto Demuro, il comandante della stazione mobile dei vigili urbani di piazza Castello, che da anni ha il polso di quello che accade tra i vicoli della città vecchia e registra il malcontento dei residenti del quartiere, ma che da solo non può certo risolvere i problemi.

Due anni fa, subito dopo l’apertura del locale, i residenti del quartiere avevano presentato un esposto in Prefettura, in Procura e, per conoscenza, alle forze dell’ordine. La polizia locale aveva effettuato dei controlli e messo sotto sequestro la strumentazione musicale. C’è un procedimento penale in corso, ma nel mentre la musica è ripresa. «La cosa che non si può accettare – spiega un altro residente del quartiere – è che la stradina accanto al bar, quella che conduce all’istituto scolastico di San Donato,
la notte sia diventata un bagno a cielo aperto. La mattina i bambini per andare a scuola devono schivare le bottiglie rimaste dalla notte prima e respirare i miasmi che salgono dall’asfalto. Se proviamo a lamentarci – conclude – e a chiedere rispetto veniamo minacciati». (l.f.)

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