Bimbo ferito, 4 daspo ai tifosi del Siligo

Emessi dal questore i provvedimenti di divieto d’ingresso allo stadio per le persone che portarono i petardi al campo

SASSARI. Svolta nella indagini sei mesi dopo l’esplosione del petardo che il 22 settembre scorso aveva causato la perdita di due dita della mano a un bambino sassarese di 10 anni sul campo di calcio di Siligo. Un dramma che aveva sconvolto il piccolo paese del Meilogu, che aveva seguito con apprensione la delicata fase di ripresa del bambino, rimasto per diversi giorni in coma farmacologico.

Quattro tifosi del Siligo, ritenuti responsabili di aver introdotto all’interno dell’impianto sportivo de paese i petardi e i fumogeni che vennero accesi prima e durante la partita, sono stati raggiunti dal provvedimento del “daspo”, disposto dal questore di Sassari di Diego Buso, dopo le indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Bonorva.

Il provvedimento è stato notificato a un 44enne di Osilo che dovrà stare lontano dai campi di calcio per tre anni e a tre giovani di Siligo di 34, 32 e 28 anni, per i quali il divieto a partecipare a manifestazioni sportive è di due anni.

Nessuno dei quattro tifosi, tutti appartenenti al gruppo di tifo organizzato di Siligo “Brigata Veleno”, è però ritenuto responsabile dell’esplosione che causò il ferimento del piccolo che si trovava al campo insieme al padre e al fratello gemello per assistere alla partita di un terzo fratello più grande che gioca nella squadra di Prima Categoria del paese.

Per l’esplosione e il ferimento del piccolo era stata aperta un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Sassari, ma al momento nessuno dei quattro tifosi raggiunti dal “daspo” – fanno sapere i loro difensori, gli avvocati Paola Cannas e Gianni Pinna – risulta indagato.

I carabinieri, guidati dal maggiore Sebastiano Battino li avevano interrogati subito dopo la partita, ma nei loro confronti non era stato emesso nessun provvedimento. I quattro devono invece rispondere di aver introdotto il materiale esplosivo all’interno dell’impianto che proprio quel giorno era stato dedicato ad Angelo Fadda, vecchia gloria della squadra di calcio scomparso nel 2008. Per il paese sarebbe dovuta essere un festa e invece poco dopo la fine della partita le persone presenti al campo si trovarono davanti agli occhi una scena drammatica. Dopo il fischio finale il bambino di 10 anni si era incuriosito per la presenza di un oggetto per terra.

Lo aveva raccolto per andare a chiedere al padre di che cosa potesse trattarsi e subito dopo c’era stata l’esplosione. Un boato violentissimo che aveva scatenato il panico. Anche il padre e il fratellino gemello erano rimasti leggermente contusi.

Il
bambino ferito era invece stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Sassari e poi trasferito al Brotzu Cagliari nel reparto di Rianimazione. In questi sei mesi il bambino ha fortunatamente fatto tanti progressi anche se ancora si trova a Roma per completare la riabilitazione.

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