Viale Sicilia, la ciminiera perde pezzi

Paura dei residenti: «Oscilla col vento». Oggi un’autogru asporterà il comignolo lesionato, strada chiusa a senso alternato

SASSARI. Fosse per la signora Uccia, quella ciminiera ballerina sarebbe sparita già da un pezzo dall’orizzonte. Tra la tutela dell’archeologia industriale e la tutela della propria testa, i residenti di viale Sicilia non hanno dubbi. L’altra notte non riuscivano a capire se fosse la realtà o una sorta di allucinazione: «Quella torre sembrava che oscillasse – dice Giannella, che abita nel palazzo di fronte, forse a 20 metri di distanza – c’era un vento fortissimo e anche la pioggia. Stavo ritirando i panni e sono rimasta un minuto a guardarla: tentavo di capire se fossi io ad avere le traveggole oppure quella roba rischiava di caderci in testa per davvero. Poi sono rientrata in casa e pochi secondi dopo ho sentito un tonfo fortissimo». Alcuni frammenti dell’estremità finale della torre sono precipitati da un’altezza di 23 metri e sono caduti su un cortiletto interno. «Noi residenti non ci abbiamo dormito la notte». Hanno immediatamente avvertito i vigili del fuoco, e l’indomani mattina in viale Sicilia è scattato il sopralluogo. Assieme a loro, anche i tecnici del Comune, la Soprintendenza e i vigili urbani.

Però signora Uccia non è molto soddisfatta dell’esito dell’ispezione tecnica: «Hanno messo un nastro bianco e rosso e se ne sono andati – dice – e non sono tanto convinta che quel nastro di nylon riesca a reggere la ciminiera, quando deciderà di cadere giù. Io abito in quella palazzina di fronte, la più bassa di tutte. Se la ciminiera collassa, io lo so già, finisce dritta sulla mia testa».

È lì, infilzata tra i palazzoni, da più di mezzo secolo. Quando il costruttore Magliona aveva acquisito l’area delle vecchie fabbriche di laterizi e aveva deciso di edificare, aveva ceduto al Comune la porzione della ciminiera. Chi si affaccia dai balconi, ha quasi l’illusione di poter toccare quel reperto di archeologia industriale con un dito, tanto è vicino. Lo sguardo si è abituato a quella sagoma familiare, ma nessuno l’ha mai considerata una presenza troppo rassicurante. E non c’è grande affetto e rispetto verso questa veneranda ciminiera che si porta dietro gli acciacchi del tempo: «Ma perché non ne approfittano e lo buttano giù una volta per tutte? Così ci levano un pensiero». Soprattutto da quando, un paio d’anni fa, ha cominciato a “squamare” nel comignolo. «Pare che quando hanno costruito il palazzone giallo una gru – racconta una residente – abbia toccato la parte più alta e l’abbia lesionata. E da quel momento la ciminiera ha cominciato a perdere pezzi». Che non sono esattamente chicchi di grandine che piovono dal cielo, ma mattoncini in cotto che pesano mezzo chilo. «Fino a che non la mettiamo in sicurezza, ci hanno raccomandato i vigili – dice Giannella – evitate di uscire nei terrazzi. Io ho dei bambini piccoli, altro che mettere il naso fuori. Temo per la nostra incolumità. E così tutti i residenti qui intorno». Buttarla giù è complicato: primo per il vincolo della Soprintendenza, e secondo per la vicinanza dei palazzi. Quindi la soluzione che verrà adottata da questa mattina sarà questa: asportazione della parte terminale, ovvero di quei tre metri interessati da una evidente crepa, che i vigili del fuoco hanno giudicato a serio rischio crollo. L’impresa Laterza, in accordo col Comune, noleggerà una piattaforma con un’enorme autogru e dalle 7 del mattino comincerà a smontare, blocchetto dopo blocchetto, la porzione terminale della ciminiera. Le operazioni saranno piuttosto lunghe, visto che ogni mattoncino sarà catalogato e consegnato nelle mani della Soprintendenza. I residenti e gli
automobilisti dovranno portare pazienza. Con tutta probabilità sino a lunedì viale Sicilia sarà a senso unico alternato. I vigili urbani hanno stabilito che la corsia discendente in direzione via Saffi resterà chiusa al traffico, in quanto occupata dalla piattaforma di lavoro.



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