Porto Torres, la guerra del Giudice di pace

L’unico dipendente non riesce a garantire il servizio, ufficio sempre più a rischio. Protestano gli avvocati: il Comune metta subito a disposizione un altro addetto

PORTO TORRES. Il consiglio comunale aveva deciso di sospendere qualche settimana fa il punto all’ordine del giorno che riguardava la paventata chiusura dell’ufficio del Giudice di pace – in attesa che si insediassero i nuovi eletti del consiglio regionale – ma nel frattempo l’amministrazione pentastellata non ha fornito nuovo personale per far funzionare a dovere l’ufficio giudiziario di piazza Walter Frau. La struttura è infatti quasi sempre chiusa per le continue assenze dell’unico dipendente comunale in servizio e questo crea notevole disagio sia all’utenza sia agli avvocati, ai quali non è consentito il deposito degli atti né la richiesta delle copie. Una situazione al limite del paradossale, dunque, perché da tempo non esiste attività di alcun tipo che incombe sulla cancelleria. L’unico dipendente del Comune di Porto Torres si assenta sistematicamente tutti i lunedì in cui si tiene l’udienza penale, sin dal mese di dicembre 2018, e per gli avvocati anche queste assenze hanno un significato strano.

«L’amministrazione comunale “finge” di voler mantenere aperto l’ufficio – dice l’avvocato Antonello Urru – considerato che omette di designare almeno un’altra figura che possa adeguatamente supportare l’unico dipendente anche nello svolgimento dell’attività per la quale quest’ultimo, in ragione della sua qualifica professionale di assistente giudiziario, non può essere preposto». Dopo la presa di posizione dell’assemblea municipale, su spinta dei capigruppo consiliari, l’accordo era che l’ufficio funzionasse regolarmente in attesa delle decisioni del nuovo presidente della Regione e del suo esecutivo. L’impegno richiesto alla politica rimane infatti sempre quello: fornire tutte le risorse necessarie per garantire un servizio adeguato ed efficiente per la collettività.

La giunta Wheeler pare abbia chiesto e ottenuto dei finanziamenti regionali per il mantenimento del giudice di pace sino almeno al 2020, utilizzando le risorse per l’esclusivo funzionamento dell’ufficio, ma considerando la situazione attuale sembra che tale impegno sia stato invece completamente disatteso. «L’amministrazione si deve prendere la responsabilità di integrare l’ufficio del Giudice di pace con un secondo cancelliere – aggiunge l’avvocato Ivan Cermelli – come prevede la normativa, perché non basta tenere aperto l’ufficio se lo stesso non è in grado di funzionare al 100 per cento delle sue potenzialità». Il rischio notevole è che il continuo rinvio delle numerose udienze penali, causa mancanza di personale, possa indurre

il presidente del Tribunale a chiudere un presidio importante per la città e i paesi vicini. Per questo motivo gli avvocati e i cittadini auspicano che l’amministrazione comunale individui una persona competente da formare e da affiancare all’unico dipendente in servizio.
 

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