Gli ultimi messaggi per Mario

Al “Route 66” il ricordo degli amici tra fiori e bigliettini per il motociclista morto nell’incidente

SASSARI. Pensieri per Mario al circolo “Route 66” di viale Mameli. Biglietti scritti con la penna o il pennarello, in stampatello. Un modo semplice per salutare l’amico, per ringraziarlo di esserci stato sempre quando serviva una mano, senza mai chiedere niente in cambio. Solo un abbraccio e una stretta di mano e il valore dell’amicizia messo davanti a ogni cosa. Perchè Mario Pirastu era così, un “inguaribile altruista”.

La morte del titolare del circolo, 46 anni di Porto Torres, sposato e padre di un bimbo, è avvenuta sabato pomeriggio in un incidente stradale che si è verificato sulla 131all’altezza di Li Punti, al bivio per San Giorgio. Mario Pirastu tornava a casa dalla sua famiglia, velocità moderata come sempre, niente eccessi. All’improvviso la strada sbarrata da una Lancia Y che ha tagliato per svoltare verso San Giorgio. Una botta secca, Mario Pirastu è stato sbalzato e proiettato a una ventina di metri di distanza dalla moto (che ha riportato lievi danni). L’impatto con l’asfalto è stato violentissimo, e nell’urto il motociclista ha perso il casco che è stato poi recuperato dall’altra parte della carreggiata, a quasi cinquanta metri.

Gli agenti della polizia locale hanno completato gli accertamenti e il fascicolo è ora sul tavolo del sostituto procuratore della Repubblica di Sassari Angelo Beccu. Ieri sera, intanto, sono state affidate le perizie, in particolare quella al medico legale Salvatore Lorenzoni per l’autopsia sul corpo di Mario Pirastu. Al materiale investigativo è stato allegato anche un video registrato da una telecamera stradale dal quale emergerebbero in maniera chiara la dinamica dell’incidente con le conseguenti responsabilità. L’89enne di Sassari che era alla guida dell’auto che ha tagliato la strada è indagato per omicidio stradale.

Tanta solidarietà alla famiglia di Mario, non solo a Porto Torres - dove l’uomo viveva con la famiglia - ma anche a Sassari dove Mario era molto conosciuto e considerato. Tanti gli amici che sono arrivati in viale Mameli e si sono fermati un attimo davanti a quella serranda insolitamente chiusa. «Difficile immaginare il Route 66 senza di lui – ha detto ieri un ragazzo con le lacrime agli occhi – non è possibile».

I biglietti fissati con il nastro adesivo. Uno su un foglio a quadri staccato da un quaderno: «Ciao MIO CAPITANO” e nell’angolo un cuore colorato di rosso.

E poi quello di una ragazza. «Grazie per tutti i consigli...Per tutti i sorrisi... Tu eri questo, il Babbo di tutti. Ci lasci un vuoto immenso Mario. Ti voglio bene». Un grazie stampato tra le lacrime quello di un ragazzo: «Quando ho toccato il fondo mi hai risollevato, niente volevi in cambio perchè tu eri semplicemente così! Un fantastico altruista. Ciao Mariè. Ti porterò sempre nel mio cuore e il fondo non lo toccherò
più...».

Uno dopo l’altro i messaggi vengono appiccicati alla vetrata sotto la serranda. L’ultimo che arriva è emblematico: «E fisserò la porta da cui potrai tornare perchè niente, niente può farci male... Sei tu il mio secondo cuore...». (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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