Rapina fallita a Ozieri, due giovani in cella

Armi giocattolo in pugno tentano l’assalto alle poste di San Nicola ma l’impiegato e i clienti li costringono alla fuga

OZIERI. Sono entrati armi in pugno e con il volto coperto da un passamontagna nell’ufficio postale del quartiere San Nicola di Ozieri, pensando di far bottino pieno con le pensioni in pagamento ieri nella prima giornata del mese. Ma l’imperizia e la reazione inaspettata dell’impiegato hanno reso vana l’azione di due giovanissimi ozieresi, Marco Filippino, 18 anni, e Antonio Manca, di 22.

Verso le 9 del mattino in piazza XXV Aprile all’interno del piccolo locale delle Poste Italiane, un ufficio distaccato che serve a giorni alterni i circa duemilacinquecento residenti, c’erano una decina di clienti, quasi tutti pensionati giunti di buon’ora per ritirare la mensilità. All’improvviso da un portico laterale sono arrivati due ragazzi che poco prima di entrare hanno indossato un passamontagna ed estratto due pistole, rivelatesi poi armi giocattolo. «Quando li ho visti indossare i passamontagna ho pensato a un discutibile pesce d’aprile – ha detto una signora che stava passando davanti al tabacchino adiacente – e non pensavo certo ad un tentativo di rapina». Il piantonamento della porta d’ingresso e l’ordine perentorio del più spavaldo dei due che chiedeva a Giampaolo Casula, 61 anni di Tula, unico impiegato presente, di aprire il cassetto dei contanti ha invece fatto capire che si trattava di una rapina.

Dopo un primo attimo di smarrimento e il forte sospetto che le armi fossero finte, Casula, che aveva già subito una rapina una ventina d’anni fa all’ufficio postale di Berchiddeddu, ha risposto che la cassa era vuota e poi ha reagito improvvisamente. È nata una breve colluttazione che ha intimorito i due anche perché i presenti stavano iniziando a dar manforte all’impiegato, per cui vista la mala parata i novelli rapinatori se la sono data a gambe e nell’uscire di fretta dall’ufficio sono anche finiti rovinosamente a terra.

«Non sembravano troppo esperti ed erano anche molto giovani – ha detto un anziano – e all’inizio abbiamo pensato tutti ad uno scherzo poiché si vedeva che le armi che impugnavano erano palesemente finte. Il più giovane dei due si è piazzato all’ingresso per fare in modo che la porta automatica non si chiudesse mentre il suo compare si è avvicinato al banco ma la reazione dell’impiegato è stata determinante».

I rapinatori sono scappati a piedi verso la parte bassa del quartiere dove probabilmente avevano posteggiato l’auto per la fuga ma l’allarme, scattato immediatamente, ha messo in movimento i carabinieri del nucleo operativo di Ozieri al comando del tenente colonnello Umberto Rivetti che in poco tempo sono riusciti a intercettare nei pressi del campo sportivo Marco Filippino. Le battute alla ricerca del secondo rapinatore mancato sono proseguite con il supporto di tutte le pattuglie della compagnia dei carabinieri e con l’affiancamento degli agenti del commissariato fino a quando, verso le 11,30, dopo aver rinvenuto pistole e passamontagna, in un campo a ridosso
dell’abitato e della zona artigianale è stato catturato Antonio Manca, che aveva cercato di nascondersi in una vecchia cava dismessa. I due, dopo le formalità di rito sono stai trasferiti nel carcere di Bancali e dovranno rispondere della pesante accusa di tentata rapina aggravata.

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