Sassari, il negoziante quasi rapinato: «Soli contro tutti, siamo il bancomat dei disperati»

Umberto Genovino lunedì sera 1 aprile ha bloccato un malvivente e lo ha fatto arrestare. Il commerciante aveva già subito una rapina, un furto e un attentato incendiario

SASSARI. Un anno e mezzo fa si è ritrovato una pistola puntata in faccia e dall’altra parte del bancone un rapinatore nervoso e agitato che all’ora di chiusura si è fatto consegnare 500 euro, l’incasso dell’intera serata.

Qualche mese dopo – con il malvivente rimasto impunito – qualcuno durante la notte ha tentato di dare fuoco all’ingresso della sua tabaccheria, dopo una campagna diffamatoria nel quartiere da parte di chi sosteneva che il suo distributore automatico di sigarette “fregasse” i soldi del resto.

Così quando lunedì sera verso le 19 ha visto un uomo entrare furtivamente all’interno della sua attività e arraffare i 70 euro che una cliente aveva appena poggiato sul bancone, Umberto Genovino, 37 anni, da dodici titolare della tabaccheria di viale Sicilia, ha deciso che era arrivato il momento di reagire.

«È stato un gesto istintivo – racconta il tabaccaio il giorno dopo il colpo finito con l’arresto del malvivente – e so che ho rischiato, ma non sopportavo l’idea di subire ancora un sopruso del genere». Dopo un brevissimo inseguimento il commerciante ha raggiunto Claudio Finiu, sassarese di 40 anni, ed è riuscito a bloccarlo fino all’arrivo della polizia.

«Ripensandoci a freddo – racconta il tabaccaio – so che sarebbe potuta finire molto peggio. Per tentare di fuggire il malvivente mi ha colpito con due pugni al volto, poi sono riuscito a immobilizzarlo, ma in effetti in quel momento non ho pensato che quell’uomo, che non avevo mai visto prima, avrebbe anche potuto avere un’arma in tasca».

Umberto Genovino è un commerciante esasperato, che prima dei colpi e l’attentato incendiario subiti di recente, sette anni fa aveva dovuto fare i conti anche con un furto. Durante la notte i ladri avevano sfondato la porta della sua tabaccheria e portato via sigarette, gratta e vinci e altri prodotti per un valore complessivo di 10mila euro.

«Non si può andare avanti così – si lamenta il commerciante – non si può lavorare con il terrore che da un momento all’altro entri qualcuno che ti punta un’arma in faccia. Capisco che le forze dell’ordine non possano controllare tutto – aggiunge Umberto Genovino
– ma forse una maggiore presenza di polizia e carabinieri ci farebbe lavorare più tranquilli. Noi commercianti, specialmente tabaccai, gioiellieri e gestori di piccoli market – conclude – ci sentiamo siamo soli. Ormai siamo diventati i bancomat dei disperati che girano per la città».

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

IL SITO DI GRUPPO GEDI PER CHI AMA I LIBRI

Scrivere e pubblicare libri: entra nella community