Canzone sul petrolchimico, scoppia un caso a scuola

Porto Torres, un maestro ha musicato il brano sulle note di “Soldi”. La protesta dei genitori L’insegnante: «Si racconta la realtà». Tavera (Uil): «Grave farlo in questo modo»

PORTO TORRES. Diventa un caso la canzoncina che un maestro di musica della scuola di Borgona ha insegnato ai bambini di terza elementare. Un testo scritto da lui in dialetto portotorrese e con le musiche della notissima “Soldi” di Mahmoud con la quale si racconta delle vicende dello stabilimento petrolchimico di Porto Torres, con una “linea” tra passato e presente che non deve essere risultata chiarissima. Soprattutto ad alcuni genitori che hanno espresso le loro riserve sul metodo seguito dalla scuola nel coinvolgere gli alunni in una attività didattica che è apparsa quantomeno discutibile. Tra i genitori anche lavoratori dello stabilimento industriale che hanno manifestato la loro contrarietà, specie perchè nel testo sarebbe contenuta una descrizione dell’inquinamento della zona industriale a tinte forti.

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Il clamore che ha suscitato la vicenda, ha convinto il maestro a modificare alcuni termini utilizzati e riferimenti ad aziende. Il passo successivo da parte dell’insegnante sarà ora quello di sottoporre la canzone - dal titolo “Soldhi” al collegio dei docenti dell’Istituto comprensivo numero 1, per avere indicazioni in merito all’opportunità o meno di farla cantare ai bambini di terza elementare.

«La canzone secondo me è in linea – dice il maestro di musica Gianpaolo Ruggiu – con gli obiettivi formativi e didattici che una scuola deve avere: racconta in musica la grave situazione di inquinamento che esiste nell’area industriale di Porto Torres, e sostiene la richiesta di velocizzare l’intervento sulle bonifiche per avere poi a disposizione quella porzione di territorio». Le parole della canzone hanno diverse ripetizioni – sulla falsariga del motivo “soldi” del vincitore del Festival di Sanremo Mahmood – e per il maestro si tratta di concetti di «protesta affinchè la popolazione e i bambini prendano coscienza che c’è un ambiente inquinato».

Il maestro vuole andare dritto per la sua strada, dunque, tenendo conto solo del giudizio che potranno dare i suoi colleghi in occasione del collegio. La dirigente scolastica Anna Rita Pintadu, per ora ha preferito non rilasciare dichiarazioni. E sulla vicenda è intervenuto invece il segretario generale della Uiltec-Uil di Sassari Giovanni Tavera: «Trovo questa iniziativa per niente educativa, anzi lesiva della dignità di un luogo di lavoro e dei lavoratori nella loro totalità, sopratutto se i destinatari di tale percorso formativo sono anche figli di colleghi dipendenti». Per Tavera nessuno nega il passato dello stabilimento di Porto Torres, «ma trovo imbarazzante la leggerezza con cui si gestiscono informazioni fuorvianti sul presente sopratutto se queste sono indirizzate a bambini nel pieno di un percorso educativo e formativo. Credo che sia utile superare preconcetti legati a un passato lontano».
 

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