Energia e ambiente, un percorso di chiarezza

Domani alla Promocamera il convegno della Cgil per parlare di decarbonizzazione e metano

SASSARI. «Energia e ambiente, dal fossile alle energie rinnovabili»: è questo il titolo dell’incontro-dibattito in programma domani alle 15,30 nel salone della Promocamera a Sassari. I lavori saranno introdotti e moderati dalla segretaria generale della Cgil di Sassari Francesca Nurra, mentre le relazioni sono affidate a Massimiliano Muretti della segreteria della Cgil di Sassari (tra i maggiori esperti del settore industria) e da Alfonso Damiano, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria elettrica e elettronica dell’Università di Cagliari.

Il convegno è stato promosso per cercare di dare un contributo di chiarezza alla questione della decarbonizzazione (che coinvolge direttamente la centrale Ep di Fiume Santo) e per analizzare l’impatto ambientale, economico e sociale che l’uscita dal carbone (prevista per il 2025) avrà sull’Italia, sulla Sardegna e quindi anche sul territorio del Nord Ovest.

«La Cgil da subito ha abbracciato questa scelta già nel congresso del 2014 – ha detto Massimiliano Muretti – . Sono il Piano energetico e ambientale approvato dalla giunta Pigliaru nell'agosto del 2016, la Sen del governo Gentiloni del 2017 e il Pniec del governo Conte del dicembre 2018 gli strumenti di indirizzo. Sono costruiti secondo la logica degli scenari, attraverso i quali si tracciano le linee guida entro cui dobbiamo e dovremo muoverci».

Muretti ricorda che «il 2025 è tra soli 6 anni è questo il tempo che resta entro il quale dobbiamo muoverci e realizzare quanto previsto nei documenti. Quali sono le cose da fare? Quale impatto avranno? Quando nel 2025 il carbone non sarà più utilizzabile, potremo fermare gli impianti di produzione di energia elettrica presenti in Sardegna? Potremo spegnere la centrale di Fiume Santo? La risposta che ci danno i documenti richiamati è no. Non lo possiamo fare, le condizioni che lo permetterebbero, oggi non si sono, dobbiamo capire se potranno esserci e se tutti quelle ipotizzate, rispondono alle nostre necessità».

Secondo il segretario della Cgil, «occorre favorire la decarbonizzazione, ma mantenendo le nostre produzioni, utili non solo dal lato energia elettrica ma anche relativamente alla produzione di energia termica e vapore. Si pensi alle vertenze Eurallumina e a quella Alcoa nel sud dell'isola e alla vertenza chimica verde a Porto Torres».

Come sostituire la produzione attuale con altra? «Per prima cosa è necessario fare presto con il metano, vanno incentivate e accelerate le realizzazioni dei depositi di Gnl. Va fatta la dorsale, che garantisce sicurezza di approvvigionamento. Chi sostiene che non
va fatta per ragioni di impatto ambientale, sbaglia. Si tratta di un tubo, non diverso da una condotta idrica. Non si può pensare che sia più corretto trasportare il metano con dei camion, mezzi pesanti altamente inquinanti che producono grandi quantità di CO2». (g.b.)



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