Fratture da incubo a Sassari, nessun gessista disponibile di notte

I pazienti dalle 19 devono aspettare la mattina successiva. L’ospedale sassarese è l’unico senza la reperibilità h24

SASSARI. Entrare al pronto soccorso con il polso fratturato alle 19,32 ed entrare in sala gessi solo alle 8,30 del mattino. Ordinaria amministrazione all’ospedale di Sassari, almeno da dieci anni a questa parte. E il motivo è semplice: non ci sono gessisti per la reperibilità notturna. Quelli in forze all’Aou non sono idonei ad affrontare la turnazione h24. Perciò chi ha la sfortuna di rompersi un osso, almeno abbia l’accortezza di farlo di primo mattino, o al massimo entro le 16. Altrimenti dovrà stringere i denti e accontentarsi di un bendaggio sino all’indomani mattina.

Questa è una peculiarità di Sassari, perché tutte le altre strutture sanitarie nelle altre province hanno la possibilità di sollevare la cornetta alle due di notte e chiamare a rapporto un tecnico della sala gessi. Lo fa Cagliari, lo fa Oristano, Nuoro e anche Olbia ha la sua reperibilità attiva. Invece Sassari di notte ha il suo ortopedico di turno, ma che senza il supporto di un gessista può fare ben poco per ricomporre una frattura.

A dire il vero, una semplice rottura di ulna e radio, non avrebbe comunque scomodato il gessista in h24. Non è un caso così urgente da richiedere una simile mobilitazione del personale. Il paziente, anche nelle ortopedie più attrezzate della Penisola, si sarebbe comunque armato di pazienza e avrebbe dovuto attendere il rientro mattutino dei gessisti. Cosa ben diversa però avviene nei casi di fratture particolarmente scomposte, dove il rischio di complicazioni vascolari è importante. In quelle circostanze stabilizzare la frattura in tempi rapidi, può rappresentare una garanzia di sicurezza per il ferito. E anche quando il paziente è un bambino, l’ospedale dovrebbe essere in grado di offrire una prestazione nell’arco di qualche ora, e non rimandare le cure al giorno successivo per carenze di organico.

I vertici dell’Aou sono perfettamente a conoscenza del problema e pensano di correre ai ripari: «Stiamo valutando la possibilità di destinare personale idoneo a garantire la reperibilità di gessista e che possa così coadiuvare l'ortopedico, presente invece h24 in ospedale – dice il direttore generale Nicolò Orrù – attualmente abbiamo soltanto 2 infermieri con la qualifica di gessisti idonei alla reperibilità. Il numero esiguo non ci permette, al momento, di garantire una presenza costante».

«Questo non significa che non venga prestata assistenza – aggiunge il direttore generale – ma in caso di fratture che non richiedono un intervento chirurgico è possibile intervenire in un primo momento con un tutore e poi applicare il gesso».

«Ci scusiamo con la signora che la sera del 3 aprile, alle 19,32 si è presentata al pronto soccorso con una patologia che ha richiesto prima ’'intervento radiologico quindi ortopedico. La sua attesa, prima della presa in carico da parte del medico, ha fatto sapere il pronto soccorso, è derivata dalla presenza di 2 codici rossi, 27 codici gialli e 24 codici verdi che l’hanno preceduta».

La scansione temporale del pronto soccorso è questa: «È stato possibile ottenere il referto della radiografia alle ore 6,12. La signora, poiché aveva necessità del posizionamento di un gesso, è stata inviata in ortopedia dopo le ore 8. È ritornata in pronto soccorso per eseguire Rx di controllo sotto gesso, che è stato refertato alle ore 11,05. È stata rivalutata dall’ortopedico alle ore 11,38 e dimessa dal pronto soccorso alle ore 11,48».

«Ci stiamo muovendo nella direzione di rendere il percorso più agevole al paziente – prosegue il direttore generale – anche con la ristrutturazione del pronto soccorso che consentirà un accesso esterno e la sistemazione di due ambulatori ortopedici, di una sala gessi e di una sala di radiodiagnostica dedicata alla traumatologia, in contiguità, ma indipendente dalla Radiologia e dal percorso dell’urgenza/emergenza».

«Siamo convinti – conclude Orrù – che la ristrutturazione

della struttura di viale Italia, attraverso la rivisitazione dei percorsi attualmente esistenti e la previsione di un progetto che preveda l’ambulatorio ortopedico, la sala gessi e la radiologia contigue, sarà in grado di soddisfare le necessità evidenziate anche dai pazienti».

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