Il premio Manos de Oro all’orafo Vincenzo Marini

Ittiri, si è chiuso con successo il convegno “Sestos” sull’abito tradizionale sardo La decima edizione è stata ancora una volta curata da Gian Mario Demartis 

ITTIRI. Ittiri mette in archivio con successo “Sestos”. La manifestazione, unico incontro scientifico sull’abbigliamento tradizionale sardo di durata pluriennale, giunta ormai alla decima edizione, è stata anticipata dalla mostra “Trame Pittoriche del ‘900 sardo. Sestos” , inaugurata il 15 marzo alla Pinacoteca di Sassari ed ancora in corso sino al 5 di questo mese. A Ittiri è stata aperta un’ interessante mostra sui 10 anni del convegno, patrocinata, come sempre, dall’Associazione Culturale e Folklorica Ittiri Cannedu e curata dal coordinatore scientifico dell’evento, Gian Mario Demartis.

L’esposizione ha permesso, al folto pubblico di ripercorrere le tappe di Sestos in questo ultimo decennio e ha offerto un “riassunto” di otto mostre connesse all’evento in passato. Particolarmente ammirati sono stati i reperti storici di abbigliamento tradizionale presenti, dalle rare “ donnine” delle sorelle Ruiu di Sassari, risalenti al 1954, agli abiti feriali di Ittiri, a rarissimi indumenti di Osilo, Cossoine, Bonorva, Mamoiada, Orosei e di molte altre località sino al “ museale” abito femminile di gala di Ploaghe, risalente alle metà del 1800, identico a quello raffigurato in stampe coeve.

Quest’anno le comunicazioni si sono svolte nel “Teatro” del Centro per le Arti, gremito i e sono state presentate, come di consueto, da Maria Caterina Manca. Giuseppe Piroddu di Sennori, valente sarto specializzato nella confezione e nel ricamo di “costumi popolari” si e’ soffermato sui principali aspetti e problemi della sua attività, dal reperimento dei materiali sino al taglio ed alle finiture, fornendone esempi tramite immagini di abiti realizzati dal suo laboratorio. Giovanni Pancrazio Deperu, demoantropologo, rappresentante del Museo Etnografico dell’Anglona di Perfugas, ha dato conto delle specificità del costume anglonese.

Gian Mario Demartis, curatore del convegno, ha dato conto degli influssi religiosi identificabili negli abiti tradizionali sardi ed in particolare in quelli di Ittiri, dai gioielli alle simbologie nascoste nelle decorazioni. Vincenzo Marini, noto orafo e argentiere, ha riferito dei caratteri tipologici e tecnici dei bottoni “ a marzeddu”, accennando alle denominazioni tradizionali desumibili da atti e testamenti del passato e ponendo l’accento sui “bottoni sardi” più antichi, caratterizzati da lamine tirate a martello e da vari tipi di traforo. Al professor Marini è stato assegnato il premio “Manos de Oro”, conferito ogni anno ad artigiani meritori nel campo della realizzazione di costumi tradizionali o componenti degli stessi, per la pluriennale attività di orafo e argentiere e per l’insegnamento delle tecniche della lavorazione dei metalli a numerosi allievi dell’Istituto Statale d’Arte di Sassari. Il decimo anniversario del convegno è stato celebrato, ancora, con intermezzi musicali, tutti eseguiti da donne, spaziando dalla tradizione
musicale del Campidano e del Logudoro con Sabrina Sanna di Quartu e Gavina Fiori accompagnate rispettivamente dalle chitarre di Alessandro Melis e Tore Matzau. Chiusura in bellezza con il coro femminile “Nostra Signora di Monserrato” di Ittiri, diretto dal Maestro Marco Maiore.

TrovaRistorante

a Sassari Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO: DAL WEB ALLE LIBRERIE

Come vendere un libro su Amazon e da Feltrinelli