Truffa ai commercianti, a giudizio ex consigliere

L’imputato era rappresentante di una ditta all’ingrosso di generi alimentari Avrebbe maggiorato le cifre da riscuotere in alcuni negozi della provincia

USINI. Secondo l’accusa, Antonio Ledda, dipendente di una ditta sassarese che vende all’ingrosso generi alimentari, avrebbe truffato almeno cinque titolari di piccoli negozi che si trovano in altrettanti paesi della provincia di Sassari. Lui, ex consigliere comunale di Uri, che lavorava come rappresentante dell’azienda, avrebbe in sostanza maggiorato le cifre da riscuotere approfittando della fiducia che su di lui riponevano i vari commercianti e, sempre secondo l’accusa, prediligendo situazioni debitorie pregresse che i titolari dei negozi avevano con la ditta (ignara di quel che succedeva).

Finché uno di loro ha capito che qualcosa non andava ed è andato nella caserma di Usini per raccontare tutto ai carabinieri. A conclusione dell’indagine coordinata dal maresciallo Matteo Sechi, il rappresentante è finito a processo con l’accusa di truffa aggravata. I fatti sarebbero accaduti tra il 2012 e il 2013 e in base alle risultanze delle indagini Ledda si sarebbe appropriato complessivamente di 25mila euro.

Le presunte vittime, che non si conoscevano tra loro, avevano delle cose in comune: l’abitudine di pagare in contanti, si fidavano ciecamente dell’imputato, avevano posizioni più o meno debitorie nei confronti dell’azienda fornitrice e, per ultimo, non controllavano mai il corrispettivo tra quanto dovuto e quanto consegnato a Ledda. Questo era emerso ascoltando i loro racconti.

Ieri mattina, davanti al giudice Giuseppe Grotteria, è stato chiamato a testimoniare il maresciallo Sechi che all’epoca condusse personalmente l’attività investigativa. Il comandante della stazione di Usini ha spiegato che tutto cominciò quando una persona andò in caserma e disse di esser convinta che Antonio Ledda l’avesse truffata. A quel punto era scattata l’indagine.

La Procura di Sassari aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Ledda (difeso dagli avvocati Gianluca Giordo e Roberto Sechi) per truffa aggravata «per aver, esercitando l’attività di rappresentante alle dipendenze di (...) con artifizi e raggiri, indotto in errore i querelanti procurandosi un ingiusto profitto con altrui danno. Approfittando di circostanze di tempo, luogo e persone tali da ostacolare la privata difesa cagionando un rilevante danno patrimoniale».

I negozi nei quali si sarebbe consumata
la truffa si trovano a Usini, Torralba, Villanova Monteleone, Stintino e Cossoine. Dopo questi episodi – di cui il titolare dell’azienda di Sassari venne a sapere solo in seguito alla telefonata di un commerciante – Ledda prese un periodo di malattia e venne poi licenziato nel 2014.

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